Christian Vieri ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport in vista del derby della Madonnina che si disputerà oggi a San Siro (ore 18.00) tra Milan e Inter. Ecco le parole del doppio ex.
“L’Inter è più forte, non ho dubbi. Ma tra i tanti luoghi comuni del calcio che mi fanno incazzare, uno non lo è: ogni derby è una storia diversa, fatta di mille motivazioni, a partire dall’orgoglio. E quegli stimoli se ne fregano di qualunque valutazione tecnica, e possono fare miracoli“.
Su Conceicao: “Gli allenatori sono i primi a prendere la m… in faccia. Se alleni il Milan, ma anche l’Inter o la Juve, devi vincere e se non ce la fai, paghi. Fonseca è scarso? No. Pioli è scarso? No. Neanche Conceicao, ma per costruire una squadra ci vuole tempo e bravura ad azzeccare i giocatori, sperando che ci mettano poco ad ambientarsi. Ma se in Italia alleni il Milan si vuole tutto e subito. Si è spento il Milan? Perché, dopo aver vinto a Madrid cosa aveva fatto? Il Milan è questo: si accende e si spegne, e l’interruttore non lo schiaccia solo Conceicao. Una squadra la sistema solo la continuità. E i risultati“.
Su Ibrahimovic: “Senza risultati sono tutti scarsi ed è un putiferio per tutti, senza budget anche: se sei il Milan e non compri due campioni ogni anno, è dura. Ibra giocava e diceva che nessuno aveva più personalità di lui: se ce l’hai ce l’hai, in tutte le cose che fai, non è che la perdi. E da come lo vedo è lì, parla con la squadra, prova a scuoterla. Però la squadra è quella“.
Su Leao: “Perché tutti diciamo da tempo che aspettiamo il vero Leao? Perché tutti vediamo che ha qualità fuori dalla norma, rispetto agli altri. Resto dell’idea che possa essere devastante, ma ad oggi non è continuo: è il problema di giocatori di fantasia così, da quando calcio è calcio. Ma come dice Conceicao, se impara due o tre cose diventa fra i migliori al mondo: io lo vedo e ci credo“.
Su Morata e Gimenez: “La sconfitta del Milan sono le troppe sconfitte arrivate: quasi tutto deriva da quello. Anche le difficoltà di Morata: con le pressioni anche i giocatori fanno fatica, serve molta forza per assorbire le fucilate che ti vengono addosso. Gimenez? Ottimo attaccante, ma anche Morata lo è. Non cadiamo nel tranello: io un ragazzo di 23 anni che arriva a San Siro e da solo risolve tutti i problemi faccio fatica a vederlo“.
Vieri conclude: “Togliere un giocatore per squadra? Sono Inzaghi: tolgo Leao. Sono Conceicao: ne tolgo otto-nove“.


