Thuram contro Gonçalo Ramos, Calhanoglu contro Rabiot: il derby della Madonnina offre sempre sfide di alto livello e duelli tra protagonisti attesi. Eppure, a volte, a decidere la stracittadina è proprio chi nessuno avrebbe immaginato. È il caso di Pervis Estupiñán, che dopo una stagione trascorsa tra critiche e contestazioni da parte dei tifosi del Milan ha trovato il modo di lasciare il segno nel momento più importante, firmando il gol decisivo nell’ultimo derby di marzo.
Una rete che cambia inevitabilmente la percezione di un giocatore. Come afferma l’edizione odierna di Tuttosport, Estupiñán potrà anche continuare a essere giudicato negativamente per il rendimento complessivo, ma da quel momento avrà sempre un argomento dalla propria parte: aver segnato all’Inter. E quando qualcuno ricorderà le sue difficoltà, ci sarà sempre chi aggiungerà quel «però ha segnato al derby», accompagnato da un sorriso. Perché nella memoria dei tifosi milanisti, anche un giocatore poco amato può conquistarsi un posto speciale con una sola giocata.
Comandini e il 6-0 del Milan: una doppietta entrata nella storia
La storia del derby della Madonnina è piena di episodi simili. È una partita nella quale le gerarchie e i pronostici spesso saltano, capace di trasformare in protagonisti giocatori che, nel resto della loro esperienza milanese, hanno lasciato ricordi decisamente meno significativi.
Un esempio su tutti è quello di Gianni Comandini. Gli interisti, dall’avvocato Peppino Prisco in giù, difficilmente avranno dimenticato l’11 maggio 2001, giorno del celebre 6-0 del Milan. In quella partita l’attaccante rossonero fu uno dei grandi protagonisti, realizzando una doppietta. Eppure, la sua esperienza con la maglia del Diavolo durò una sola stagione, nella quale mise a segno complessivamente appena due reti: entrambe, appunto, nel derby più memorabile di quegli anni.
Minaudo, l’esordio da professionista e il gol che sorprese il Milan
Gli eroi inattesi, però, non appartengono soltanto alla storia rossonera. Anche l’Inter ha avuto i suoi protagonisti a sorpresa, capaci di conquistare un posto nella memoria dei tifosi nerazzurri grazie a una singola prestazione.
Il 6 aprile 1986, per esempio, la scena fu tutta per Giuseppe Minaudo. In una partita nella quale mancava Karl-Heinz Rummenigge, a segnare il gol dell’1-0 interista fu un giovane proveniente dal settore giovanile, all’esordio da professionista. Un nome che forse non tutti ricordano, ma che resta legato a una delle tante storie imprevedibili della stracittadina.
Obi e Schelotto, due gol per entrare nella memoria nerazzurra
Non sempre, inoltre, serve una rete decisiva per diventare un piccolo eroe del derby. A volte basta rovinare la festa ai cugini, magari evitando una sconfitta che sembrava ormai vicina. È quello che è successo a Joel Obi ed Ezequiel Schelotto, due calciatori che non hanno lasciato un segno particolarmente profondo nella storia dell’Inter, ma che i tifosi nerazzurri ricordano soprattutto per aver trovato la via del gol contro il Milan.
Il primo episodio risale al 24 febbraio 2013. Schelotto, entrato nella ripresa, firmò al 71′ il pareggio nerazzurro con un colpo di testa su cross di Yuto Nagatomo, rispondendo alla rete di Stephan El Shaarawy.
Il secondo porta la data del 23 novembre 2014. Nel derby terminato 1-1, Joel Obi trovò il gol al 60′ con un sinistro che riequilibrò la partita dopo il vantaggio rossonero firmato da Jérémy Ménez. Una rete importante anche per Roberto Mancini, che proprio in quella occasione era alla sua prima stracittadina dopo il ritorno sulla panchina interista.
Il derby non guarda il curriculum: un gol vale per sempre
Comandini, Minaudo, Schelotto, Obi ed Estupiñán: storie diverse, accomunate da un elemento. Il derby può regalare una ribalta inattesa anche a chi, per talento, rendimento o percorso in rossonero e nerazzurro, non sembrava destinato a diventare protagonista.
È questa una delle caratteristiche più affascinanti della sfida tra Milan e Inter: campioni attesi possono attraversarla senza lasciare traccia, mentre giocatori destinati a essere ricordati per tutt’altro riescono a conquistare una piccola eternità calcistica. Perché, su entrambe le sponde dei Navigli, un gol nel derby è come un diamante: è per sempre.


