Molto probabilmente, viste le premesse della vigilia e quanto dovrà accadere da qui alle prossime 48 ore, molti tifosi del Milan avrebbero messo a priori la firma per portare via un punto da Bologna, contro una delle squadre più in forma degli ultimi mesi. L’1-1 finale del Dall’Ara, tuttavia, ha certificato ancora una volta che la Champions rischia di mettere in pericolo… la Champions.
Nelle quattro partite che hanno preceduto gli incontri della fase ad eliminazione diretta, infatti, i rossoneri hanno conquistato cinque punti sui dodici disponibili, centrando una sola vittoria (1-0 contro il Torino prima dell’andata con il Tottenham) e i due pareggi dell’ultima settimana contro Empoli e Bologna, incappando anche in una sconfitta, quella in casa della Fiorentina quattro giorni prima il ritorno contro gli Spurs.
Non è un mistero: quando si entra nella fase calda della più importante competizione per club a livello mondiale, le partite diventano di importanza capitale e rischiano di valere un’intera stagione, acquisendo la priorità su tutto nella testa di allenatori e calciatori. Ieri, Milan e Inter hanno frenato di nuovo in campionato, complicando maledettamente la rincorsa alla prossima Champions. Un gran bel paradosso, insomma. Le scusanti non mancano: la stanchezza di tanti match ravvicinati, il necessario turnover che spesso e volentieri mette in evidenza la differenza tra titolari e riserve, il pensiero altrove.
Milan, Inter e non solo: l’effetto-Champions si abbatte sui campionati
E così, anche avversari non di primissima fascia possono approfittarne per strappare punti alle big. Basti pensare, per dovere di cronaca, che, in questo weekend che volge al termine, l’effetto Champions si è abbattuto anche su altre delle squadre arrivate tra le Top-8 d’Europa: Benfica e Chelsea hanno perso; il Bayern Monaco ha pareggiato in casa contro il modesto Hoffenheim; hanno vinto soltanto Real Madrid e Manchester City, non a caso le favorite per alzare ad Istanbul la coppa dalle grandi orecchie.
Tornando ai destini di Milan e Inter, il grosso, grossissimo, problema per loro è che la classifica non aspetta più, ed i posti Champions per cui concorrere da qui al 4 giugno rischiano di ridursi sempre di più. Oltre al Napoli, infatti, anche la travolgente Lazio di Sarri ha più di un piede tra le prime quattro: reduce da sette vittorie ed un pareggio nelle ultime otto partite, i biancocelesti hanno blindato il secondo posto, non hanno impegni infrasettimanali, e da qui a fine campionato hanno solo due match sulla carta impegnativi: gli scontri diretti proprio contro le milanesi.
Quindi: Napoli per certo e molto probabilmente Lazio, e poi c’è la questione Juventus, che senza il -15 sarebbe ben avanti a Milan e Inter. Insomma, Pioli e Inzaghi farebbero bene a preoccuparsi, perchè la coperta è decisamente corta: tirando da un lato (andare avanti nella Champions attuale) si scopre l’altro (la qualificazione alla prossima Champions).
Calendario alla mano, sulla strada del Milan ci sono Roma, Lazio e Juventus, ma anche club come Lecce, Sampdoria, Cremonese, Spezia e Verona, che stanno lottando con il coltello tra i denti per la salvezza. Più che una corsa, quella per il piazzamento europeo sembra una sorta di Royal Rumble da wrestling, con la speranza che i campioni d’Italia in carica non siano, alla fine, tra quelli gettati giù dal ring più ambito d’Europa.


