Il Milan è davvero più indietro rispetto alle avversarie? Serie A, -7: inizia il countdown

Possiamo iniziare ufficialmente il countdown: mancano 7 giorni (a quest’ora poco meno) per l’inizio della nuova stagione di Serie A. Il Milan si presenta ai blocchi di partenza con un nuovo allenatore (Fonseca), tre acquisti completati (Jimenez, Pavlovic, Morata) e uno solo da ufficializzare (Emerson Royal).

Chi contenderà lo scudetto all’Inter campione d’Italia in carica? Chi sarà la sorpresa e chi la delusione di quest’annata? Tutte domande a cui ognuno può dare la propria risposta. Tutto sulla carta, perché poi sarà il campo ad esprimere verdetti incontrovertibili. La domanda che ci poniamo noi oggi, ad una settimana dal colpo di pistola da starter, è la seguente: il Milan è davvero più indietro rispetto alle avversarie?

Milan, a che punto sei?

La situazione della squadra rossonera è ben nota. La campagna acquisti estiva è stata ed è tutt’ora guidata da una parola d’ordine: pazienza. Nessuna fuga in avanti, affari impostati e chiusi dopo trattative approfondite che hanno permesso, finora, di investire una cifra poco superiore ai 50 milioni di euro per quattro giocatori.

È limpido che all’appello ne manchi soprattutto uno, un tassello che da tempo è assente nello scacchiere del Diavolo: il mediano. Esaurito anche quel tema, Fonseca potrà dirsi soddisfatto perché le priorità saranno arrivate e sarà tempo di occasioni. Una caccia alle opportunità per completare la rosa, tra un centrocampista offensivo in più e un attaccante.

Ciò che si muove poco, e dovrà muoversi a breve se si vuole cercare di sfruttare queste possibilità, è il mercato in uscita. Per ora hanno salutato definitivamente Simic e Maldini, oltre al riscattato Krunic, De Ketelaere (sarà riscattato a febbraio) e gli addii a fine contratto (Caldara, Giroud, Kjaer, Mirante). Avventure in prestito per Lazetic (FK TSC), Romero (Alaves), Vasquez (Empoli), Colombo (Empoli) e Pellegrino (Independiente). Da sistemare le questioni Origi e Ballo-Toure, ma anche da piazzare giocatori che sono ai margini delle gerarchie di Fonseca come Adli, Nasti e forse anche Terracciano.

Gli uomini a disposizione del tecnico portoghese sono di tutto rispetto, ma finché non verrà aggiunto quell’ultimo pezzo (Fofana?), il puzzle non sarà completato.

Milan: Paulo Fonseca (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Paulo Fonseca (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

 

Come stanno le avversarie?

L’Inter riparte dallo stesso allenatore e dalla stessa rosa, con l’aggiunta di Zielinski e Taremi e parametro zero, oltre che di Martinez in porta a fare il vice Sommer. Corazzata sì, ma i diversi stop fisici del precampionato e le situazioni in uscita (Correa e Arnautovic su tutte) che bloccano le entrate destano qualche tipo di preoccupazione, seppur circoscritta. Parte favorita, ma siamo davvero sicuri che il gap sia aumentato?

La Juventus riparte invece da Thiago Motta e da un progetto completamente diverso rispetto a quello con Massimiliano Allegri. Dopo i botti di inizio mercato (Douglas Luiz e Thuram su tutti, ma anche Di Gregorio), l’entusiasmo sembra essersi placato dinanzi alle difficoltà di arrivare a Koopmeiners e agli affari sfumati Calafiori e Todibo. Le amichevoli non hanno fornito grandissimi spunti positivi e restano dubbi concreti sul reparto degli esterni, dove la grana Chiesa va risolta una volta per tutte e l’addio di Soule, vista la situazione, non convince appieno. La sensazione è che ad oggi, nonostante la grande risonanza estiva, possa partire ancora dietro nelle gerarchie.

L’Atalanta continua con Gian Piero Gasperini, ma il precampionato ha lanciato messaggi tutt’altro che ottimistici. La grana Koopmeiners, il grave infortunio di Scamacca, i risultati pesanti (4-1 con il Parma, 3-0 con il St. Pauli) e una Supercoppa Europea da affrontare immediatamente, forse senza Zaniolo alle prese con un nuovo problema fisico. Torna De Roon a centrocampo, ma l’inizio sarà complicato viste le premesse.

La Roma è stata finora la regina del mercato per spesa: circa 90 milioni di euro investiti per assicurarsi Le Fee, Soule e Dovbyk. De Rossi riparte con entusiasmo, ma si tratta pur sempre della sua prima annata dall’inizio in una big. La difesa convince poco ed è lì che la società cercherà di intervenire da qui alla fine del mercato. L’obiettivo sarà tornare in Champions League, ma la concorrenza è agguerrita.

La Lazio ha stravolto tutto con un nuovo allenatore alla sua prima esperienza in una big, Baroni, e con un mercato stranamente aggressivo: Tchaouna, Noslin, Castrovilli, Dele-Bashiru e Nuno Tavares. Ha salutato però due senatori dello spogliatoio come Immobile e Luis Alberto, arrivati da tempo al capolinea della loro avventura capitolina. Servirà tempo e pazienza per iniziare quello che può essere un percorso importante. Una mina vagante.

Infine il Napoli, l’unica tra le 7 sorelle a non giocare una coppa europea la prossima stagione. Antonio Conte si presenta da solo, è stato il vero colpo estivo di De Laurentiis, ancor più di Buongiorno, arrivato per sistemare la difesa azzurra. Tutto bello sin qui, ma in casa partenopea c’è da risolvere un problema che sembrava dover essere una semplice formalità: l’addio di Victor Osimhen. Si credeva che il nigeriano potesse portare un tesoretto tale da poter investire con prepotenza, ma finora le pretese economiche del club non sono state soddisfatte da nessuna società e il giocatore, da separato in casa, è ancora in rosa al 10 agosto, bloccando di fatto l’arrivo di Lukaku. Rafa Marin e Spinazzola possono essere buoni acquisti, così come quelli eventuali di Neres, Gilmour e Brescianini, ma non si sta parlando di top player. Giocare solo Serie A e Coppa Italia aiuterà il nuovo tecnico nel lavoro, ma le aspettative al suo arrivo vanno un po’ ridimensionate.

Le conclusioni

E allora possiamo dirlo. No, il Milan non è più indietro delle sue avversarie che hanno le proprie grande da risolvere. Non si parla di squadra favorita per lo scudetto perché è chiaro che l’Inter, almeno sulla carta, abbia una rosa più completa, forte di un nucleo squadra che lavora insieme da tempo. Al contempo, è giusto rimanere obiettivi e immaginare i rossoneri come seconda forza del campionato, perfetta fotografia di come c’eravamo lasciati poco meno di tre mesi fa. Al campo l’ultima parola.

Antonio Conte - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Antonio Conte – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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