Gazzetta: Giroud pensaci tu. Il Milan si affida al re di San Siro

Per guarire dalla penuria di gol, il Milan si affida al “re di San Siro”. Definisce così Olivier Giroud l’edizione questa mattina in edicola de La Gazzetta dello Sport, secondo cui il francese prepara la doppia riscossa: a dover ricominciare a correre sono lui e il suo Diavolo, guai ad abbassare ancora il ritmo ora che l’Inter ringhia a pochi passi. Lo stadio milanese è il suo regno da agosto: qui e (quasi) solo qui il francese tiene il passo da bomber che ha spinto i rossoneri fin lassù e che potrà spingerli all’accelerazione decisiva sul traguardo. La rete di Napoli è stata una meravigliosa eccezione, la doppietta “in casa” dell’Inter un ibrido che inorgoglisce i tifosi (trasferta, ma solo sugli almanacchi), per il resto è nel calore di San Siro che Giroud sprigiona il meglio del repertorio: qui ha colpito di testa, col mancino di precisione, dal dischetto e naturalmente con l’immancabile scivolata in mischia. Qui, soprattutto, ha fatto sentire il Milan al sicuro, anche quando il totem Ibrahimovic spariva dal tabellone per infortunio o per mancanza di precisione (Zlatan ha segnato 7 dei suoi 8 gol in trasferta).

Le sue reti non sono tantissime, ma hanno la capacità di tradursi in mattoncini da scudetto come poche altre: il bilancio dice 9 punti e 8 gol, andando avanti di questo passo il Milan metterebbe al sicuro un capitale per restare davanti fino alla fine. Il fatto è che i conti non tornano perché Olivier si è fermato alla rete del Maradona e insieme a lui hanno frenato pure gli altri. Kalulu e Bennacer hanno risolto con Empoli e Cagliari, ma tutti gli uomini d’attacco, da Leao a Rebic, da Brahim Diaz a Messias fino ovviamente allo stesso Ibra –
passato da qualche comparsata tra Empoli e Bologna prima di fermarsi di nuovo per i soliti acciacchi fisici – hanno spento la luce. Poco cattivi sotto la porta, poco creativi nei paraggi dell’area. A soffrire più di tutti, logicamente, Giroud, il numero 9 che dovrebbe finalizzare le azioni offensive dei compagni che lo assistono.

E il Milan che si presenterà all’appuntamento con il Genoa sembra progettato per sbloccare Giroud e i suoi fratelli: più profondità con Bennacer in regia, più fisicità e sostanza sulla trequarti, dove sarà Kessie a muoversi alle spalle del francese. Un Diavolo meno votato al fraseggio nello stretto, magari, ma più essenziale ed efficace lì davanti, proprio come il modo di stare in campo del suo pivot. Nessuna rivoluzione, ma piccoli accorgimenti per aiutare il bomber francese a ritrovare la via del gol. Ora che la resa dei conti scudetto si avvicina, Giroud si prepara a guidare anche da leader carismatico: con Ibrahimovic e Kjaer fuori uso, il saggio del Milan adesso è lui, la sua esperienza dovrà pesare quanto i suoi gol. Con sei “finali” da giocare da qui a metà maggio, l’ex Chelsea è il profilo ideale al quale appoggiarsi in queste notti da dentro o fuori: prima di sbarcare a Milanello, Olivier ha giocato e trionfato ovunque, dalle Fa Cup vinte tra Arsenal e Chelsea alla finale mondiale del 2018, ed è anche per questo che il club ha puntato su di lui nonostante non sia più un ragazzino. In quelle partite, Giroud ha imparato a gestire le emozioni e a non perdere la fiducia nelle proprie qualità. Da stasera dovranno dimostrare di saperlo fare anche i giovani diavoli.

Milan: l'esultanza alla doppietta di Olivier Giroud nel derby (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: l’esultanza alla doppietta di Olivier Giroud nel derby (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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