Al di là dei gol fatti: le differenze tra Giroud e Origi. Stesso ruolo, approccio diverso

Lo scorsa stagione si è chiusa col Milan miglior difesa del campionato e quarto attacco. Seppur parziale al momento i rossoneri sono terzi per reti segnate, anche se per paradosso non si avverte alcun miglioramento in questo fondamentale.

Sono aumentate le scelte nel roster, sia sulla trequarti che tra i centravanti, ma la sensazione non è ancora quella di un reale upgrade. Questo aspetto ha generato partite nella quali il Diavolo ha sprecato diverse occasioni da gol, facendo fatica a portar a casa vittorie, talvolta addirittura pareggiando nonostante tante opportunità come a Cremona ad esempio.

Non intendiamo metter il dito nella piaga, sappiamo quanto i tifosi milanisti abbinano patito il pari coi grigiorossi. Tuttavia è corretto porsi delle domande e metter giù alcune riflessioni. In parte questi pensieri derivano dal fatto che non vi fosse Giroud, trascinatore in campo e fuori.

Sembrava un’assenza banale quella del francese. Addirittura alcuni nei mesi scorsi prendevano in malo modo il fatto che Olivier desiderasse giocare praticante sempre, interpretando questo come espressione egoista. La verità è che Giroud è un leader di questa squadra, che dà sempre tutto e non è mai soddisfatto a pieno delle sue prestazioni. Ci viene in mente Zagabria quando pur avendo segnato e avanti 0-4, ad ogni rete mancata imprecava con la stessa determinazione con la quale ci si dispera sullo 0-0.

Ebbene, duole un po’ sottolineare invece che questo coinvolgimento Origi non l’abbia, o quantomeno non l’abbia ancora. Il suo linguaggio del corpo assomiglia più a quello di un giocatore impegnato in un’amichevole. Non lo diciamo con acrimonia, né con cattiveria, ma questo potrebbe essere un piccolo dettaglio, chiaramente non l’unico a determinare.

Forse anche per questo inizio di stagione in sordina, il ct del Belgio Roberto Martinez non ha convocato Divock per Qatar 2022. L’annata è particolare, il mondiale a novembre non è semplice da gestire come idea per nessun giocatore, ancor meno per uno che lo scorso anno ha avuto problematiche fisiche importanti. Il Milan però ha bisogno di una crescita di Origi, come di De Ketelaere naturalmente e quasi metà della stagione è passata. A gennaio ci si aspetta molto da loro, perché sono necessari per raggiungere gli obiettivi 2023.

Milan: Olivier Giroud (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Olivier Giroud (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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