Le vendite delle magliette con la numero 7 hanno subito un’impennata dopo l’arrivo di Santiago Gimenez dal Feyenoord a fine gennaio. Diversi i punti a favore (età, fiducia del club e finalizzazione) con l’obiettivo di formare l’attaccante del Milan presente e futuro. Come in ogni situazione, non sempre le cose seguono i piani prefissati e i mesi di digiuno insieme all’infortunio hanno limitato il messicano nel feeling con il gol.
Venezia-Milan: anonima per molti, importante per una persona
Venezia-Milan per alcuni e vista la posizione in classifica potrebbe non aver avuto tutto questo grande peso, ma per Gimenez è tutta un’altra storia. L’esultanza quasi timida nonostante l’abbraccio dei compagni sa quasi di speranza. Servirà anche lui nel finale di stagione dove il Milan si giocherà la vittoria della Coppa Italia contro l’imprevedibile Bologna di Italiano e dell’ex Calabria.
Un lato social ancora sconosciuto
Nell’ultimo periodo è emerso un lato ancora sconosciuto di Gimenez, quello social e del lifestyle milanese. No, non si sta parlando del “Soldado de Cristo” presente sulla descrizione del profilo instagram, ma dei post con musica messicana di sottofondo ad alleggerire una personalità in campo ancora da scoprire. A dire il vero è molto bello vedere nel dump di un calciatore la curva della squadra per cui gioca, messaggio implicito diventato chiaro quando per la 4ª volta la sua esultanza è indirizzata ai tifosi.
Prossimo anno può essere quello giusto
C’è tanta curiosità nel vedere Gimenez prossimo anno da vero protagonista, il finalizzatore delle azioni che durante questa annata anomala non ha mai avuto un vero e proprio interprete: Morata all’inizio, Abraham poi, Gimenez nel mese di febbraio, nuovamente l’inglese e Jovic per completare il quadro. La cosa quasi certa, al netto di Conceicao o un nuovo allenatore, è la permanenza del Bebote da attaccante numero uno del Milan.
Anche la preparazione completa avrà un ruolo importante nel percorso di formazione dell’ex Feyenoord. Il DNA è sempre stato quello di fare gol, aspettare questa volta potrebbe rivelarsi una mossa vincente. Cosa dovrebbero avere in comune il rigore sbagliato a Napoli, la poca cattiveria a tu per tu con De Gea in Milan-Fiorentina e la prestazione opaca di Torino? Nulla, perché uno come Santi può imparare dai propri errori.


