MP RELIVE – Verso Milan-Genoa: rivivi con noi la conferenza stampa di Fonseca alla vigilia del match!

Sedicesima vigilia di campionato (quindicesima per i rossoneri). Domani a San Siro si gioca Milan-Genoa (ore 20.45), match valido per il sedicesimo turno di Serie A. I rossoneri sono reduci dalla sconfitta contro l’Atalanta del weekend scorso (2-1) e dal successo casalingo in Champions League contro la Stella Rossa (2-1).

Paulo Fonseca parlerà nella consueta conferenza stampa, prevista per le ore 14.15 dalla sala stampa del centro sportivo di Milanello. Come di consueto, MilanPress.it garantisce la diretta testuale sia sul sito che sul profilo X: rivivi con noi la conferenza del mister!

CONFERENZA STAMPA FONSECA

“Per me era facile dopo la partita parlare solo della vittoria o parlare delle 4 vittorie consecutive in Champions, ma vedete una cosa: domani l’AC Milan fa i 125 anni e noi dobbiamo essere all’altezza di questa storia e per me non è così con quest’atteggiamento. Ho già detto alla squadra ciò che penso, come faccio sempre, ho già parlato con i giocatori con cui mi sentivo di dover parlare. Siamo pronti per un giorno di storia dell’AC Milan”

“Theo? In questo momento non ho niente da aggiungere rispetto a quello che ho detto. Ovviamente non dico i nomi dei giocatori con cui ho parlato. Ho fatto vedere quello che io penso faccia a faccia. Dobbiamo andare avanti”

“Dopo la partita, siamo arrivati in spogliatoio e penso che tutti abbiano avuto la stessa sensazione. Per me è stato positivo, un primo step per capire ciò che è successo. La squadra ha lavorato, l’atmosfera è buona come sempre. Siamo una famiglia e dobbiamo risolvere il problema dentro lo spogliatoio, l’abbiamo fatto”

“Domani giocherà la squadra che penso sia migliore per vincere la partita. Theo? Devono aspettare domani per le scelte, non sono pronto a dirlo oggi. Società? Come sempre abbiamo parlato e ho sentito l’appoggio”

“La scelta di parlare pubblicamente? Prima cosa: io parlo e dico sempre la verità. È difficile nascondere ciò che io sento dopo la partita. Penso che io debba essere sempre onesto. Penso poi che ci siano messaggi importanti da far passare. Ovviamente voi non siete dentro e non sapete tutto, ma io ho avuto questa necessità”

“Far giocare i ragazzini? Il progetto di Milan Futuro è importante per far avere calciatori del settore giovanile in prima squadra. Lavoriamo con loro sin dal primo giorno. Quello che posso dire è che domani vedremo qualcuno in campo”

“Mi aspettavo queste difficoltà nel rapporto con i senatori della squadra? Sì, sì. A questo livello è normale avere queste situazioni. Io sono pagato per cercare soluzioni e risolvere problemi. Io so una cosa: mai chiudo gli occhi davanti ad un problema, lo affronto. Sono pronto per risolvere. In tutte le squadre, in tutte le famiglie abbiamo problemi. È normale averne”

“Le mie parole viste come un segnale di debolezza? Onestamente non sono preoccupato per quello che pensano gli altri. Tutti hanno un’opinione, ma sono io che sono qui, so come vive la squadra, sono io che conosco i giocatori, sono io a vedere tutti i giorni il lavoro. Non posso agire in funzione di quello che le persone pensano”

“Quanto sarebbe da Milan il primo gol di Camarda domani? Fai bene a farmi questa domanda perché penso che sia importante dire una cosa. Noi dobbiamo lasciarlo crescere con equilibrio. Le aspettative, le pressioni che si fanno su questi giocatori non sono buone. Non dobbiamo creare pressioni in lui. Lui è un giovane equilibrato, lasciamolo continuare così. Io sono attento al suo lavoro, devo pensare sempre bene al suo utilizzo. Questi giovani devono giocare al tempo giusto, al momento giusto, non va creata questa pressione ad un giovane come lui che deve continuare a crescere. Non deve avere questa pressione di essere decisivo”

“Cosa si può fare se dopo 5 mesi vengono ripetuti gli stessi errori in fase difensiva? Mai ho parlato di questioni tattiche e tecniche dopo la Stella Rossa perché il problema per me non è stato quello, ma è stato l’atteggiamento che ha influenzato le altre cose. Non è stato un problema difensivo, loro non hanno creato praticamente nulla. Penso che la squadra difensivamente stia molto meglio, non è stato un problema tattico”

“Se ho vissuto già qualcosa di simile? Sì, nella mia carriera è già successo, come penso ad altri allenatori. Per me questo è normale, è normale. Dobbiamo fare quello che crediamo per risolvere le situazioni. Qui sono magari situazioni diverse ad altre mie esperienze perché ci sono giocatori, club e tempi diversi”

“Mai ho pensato a chi me lo fa fare? Se pensiamo che arriviamo a questo livello ed è tutto rose e fiori, non è vero. A questo livello ci sono sempre queste situazioni perché lo status e le condizioni dei giocatori sono queste, è così in tutti i club. Non c’è alcun grande club con situazioni diverse”

“La dirigenza non ha parlato con la squadra, non c’era la necessità. Lo sfogo di mercoledì era concordato? Io ho parlato con la squadra e poi con la società, come succede normalmente”

“Cosa manca a questa squadra? Mi hanno portato qui per cambiare il modo di giocare. Siamo andati in America con 15 giocatori, tanti ragazzini. La maggioranza di loro non erano giocatori importanti per il passato del Milan, quelli più importanti erano in nazionale. La pre-stagione è andata molto bene, ma non con i nazionali. Sono arrivati 8 giorni prima della prima partita. Non è in 8 giorni che tu puoi cambiare tutto, non dico se meglio in peggio, ma in quello che io credo. Dopo di questo è stato difficile allenare perché giochiamo ogni tre giorni. C’è bisogno di più tempo per come voglio far giocare, ma è cambiato già tanto e abbiamo avuto buone partite, nonostante abbiamo avuto risultati che non volevamo in Italia. C’è progresso”

“Il problema per me è mentale, io sento che è una montagna russa. Abbiamo avuto partite contro Empoli e Sassuolo, anche a Bergamo abbiamo fatto buone cose perché loro hanno creato di più con il Real. Lì nel secondo tempo non abbiamo attaccato come nel primo. Poi arriviamo in Champions e non abbiamo avuto l’ambizione mentale di continuare a crescere. Non abbiamo avuto l’atteggiamento per farlo. Quando la squadra pensa che ci siano cose facili in partita, ha questa presunzione. Questo è il problema”

“Sono ritornato indietro al tempo quando non ero qui. Nelle ultime 10 partite dell’anno scorso e ho guardato ciò di cui si parlava: è lo stesso, non è cambiato. Non possono dire che è solo questa stagione. Ho sentito quello che si diceva sull’atteggiamento. Non è da ora”

“Fascia di capitano domani? È una forma intelligente per sapere se Theo giocherà (ride, ndr). Il capitano dev’essere simbolo della squadra? Io ho la mia opinione. Quando sono arrivato qui il Milan aveva già tre capitani: Calabria, Theo e Rafa. Immagina se io cambio il capitano, voi mi ammazzate perché ho cambiato il capitano. Ho deciso di aver fiducia in loro. Se sono d’accordo, è un’altra cosa. Io ho rispettato la gerarchia della squadra e continuo a farlo, fino al momento in cui deciderò o no se devo cambiare”

“Sincerità un pregio? Magari troppo. Milan fuori ufficialmente dalla corsa scudetto? Voglio essere onesto: io penso sia più difficile adesso, ma dentro di me continuo a crederci. Cosa posso dire di più se io ci credo? Non è che è facile, ma io continuo a crederci”

“Può bastare l’atteggiamento di due giocatori a rendere una prestazione insufficiente? Anche di uno”

“Come verrebbe accolta una qualificazione in Champions a fine stagione invece che lo scudetto? Io penso solo alla partita di domani. Siamo in un’ottima condizione in Champions, ma vogliamo fare lo stesso anche in Serie A”

“Ultimi 3 gol sbagliata la postura dei difensori e Musah con la palla al piede davanti alla difesa è un problema non solo contro la Stella Rossa? Non sono d’accordo e spiego perché. Fino a Cagliari abbiamo avuto questo problema, non difendere le situazioni dei cross anche con la postura. Penso che dopo il Cagliari mai lo abbiamo avuto. Siamo migliorati tanto. A Bergamo non abbiamo avuto problemi in quelle situazioni, ma abbiamo avuto un gol in cui un giocatore si è seduto sulle spalle di Theo che è fallo in qualche parte del mondo e dopo un problema su corner. Non penso che sia la difesa dell’area. Contro la Stella Rossa abbiamo difeso bene situazioni dentro all’area, Musah ha perso palla ed è venuto un tiro da fuori. Non è un problema di difesa dell’area perché in questo i nostri difensori sono cresciuti tanto”

“Jimenez a destra o sinistra? Sta bene. Può giocare terzino destro, sinistro, esterno destro, esterno sinistro. Ha questa polivalenza che è buona”

“Si può ottenere lo stesso risultato di Leao con altri giocatori in rosa? Ogni giocatore ha la sua particolarità, giocatori diversi e diverse strategie, diversi modi di approcciarsi. Non è perché Leao sta facendo bene che io penso che dobbiamo fare lo stesso con altri giocatori”

“Quando vedremo il mio Milan a livello mentale, fisico e tecnico? Mi sono dato una data? Ho già visto un Milan come mi piace in diverse partite. Quello di cui abbiamo bisogno è la costanza. Quando la vedremo? Non sono un mago, non posso dirlo. È un po’ come la montagna russa: magari domani, magari dopo. Io quello che voglio è una squadra più costante e principalmente è la questione di atteggiamento. Poi possiamo sbagliare tecnicamente e tatticamente, ma è difficile capire l’incostanza mentale della squadra. È risolvibile? Sì, sì. Sono sicuro di sì. Le cose si guadagnano con l’esperienza”.

Milan: Paulo Fonseca conferenza stampa live - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Paulo Fonseca conferenza stampa live – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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