Infondo, è stato giusto così. Non si tratta della classica frase di rassegnazione a posteriori di un episodio negativo, ma la semplice presa di coscienza di uno scenario che, sotto sotto, è chiaro. È chiaro come il Diavolo, ancora una volta, abbia dimostrato che per meritarsi un risultato importante serve ben altro. Così come è chiaro che, a seguito di un fallimento di tale evidenza, vada imboccata una strada diversa.
Milan-Cagliari: l’ultimo tassello del domino
Il ko di San Siro contro il Cagliari è stato solo l’ultimo tassello di un effetto domino scattato due mesi addietro. La prima pedina è caduta a Roma, il 15 marzo, quando la squadra di Allegri fallisce la grande occasione di avvicinarsi all’Inter. Da quel momento è chiaro come il gruppo abbia subito il colpo. Un colpo che si tradurrà in 10 punti nelle successive 9 giornate, figli di ben 5 sconfitte. L’ultima in ordine cronologico è proprio quella col Cagliari che esclude i rossoneri dall’Europa che conta. Per la seconda stagione consecutiva, come non accadeva dalle stagioni 2018/19 e 2019/20.
Niente Champions, ma infondo è giusto così
Sarà dunque un Milan che ancora una volta osserverà la Champions League dal televisore. Anche se, volessimo cercare un aspetto positivo, un appiglio c’è. La mancata qualificazione ha comportato una rivoluzione totale, e non più parziale. È giusto così. Perché il quarto posto, paradossalmente, avrebbe soltanto nascosto sotto al tappeto dei deficit evidenti. Sotto tutti i punti di vista. Dai giocatori, alla dirigenza passando per la guida tecnica. Se deve esser rivoluzione, che rivoluzione totale sia. Quantomeno, a pagare il conto sono tutti i responsabili. E, nel 2026/27, l’auspicio è che ci sia finalmente un’unica direzione. Condivisa e difesa.



[…] Mancano poco più di due settimane all’inizio della Coppa del Mondo del 2026, in cui parteciperanno alcuni giocatori del Milan. […]