Come fermare una emorragia come quella rossonera? La bacchetta magica non esiste, ma può esistere la ricetta giusta e Paulo Fonseca deve proporla già nelle prossime tre partite che aspettano il Milan nel giro di una settimana.
Il trittico Venezia–Liverpool–Inter rappresenta già ad inizio settembre un viatico fondamentale per la stagione, non tanto per il futuro del tecnico, che a detta di Furlani non è in discussione, quanto per il morale della squadra.
Spesso si è utilizzata un’espressione ironica per descrivere le prime tre uscite, indicandole come una continuazione della scorsa stagione. Lo sembrano in termini di prestazioni, lo sono in termini di risultati: nelle ultime 12 gare disputate lo score è terrificante e dice 1 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte.
La domanda che sorge spontanea è la seguente: cosa fare per riprendere in mano questa situazione? Sono tre le formule “magiche” (ma non troppo) che proponiamo e che sono una legata all’altra, con un obiettivo chiaro che richiede una ricerca ossessiva: il risultato. La formula per l’entusiasmo? Tornare a vincere. Per vincere? Ristabilire equilibrio. Per l’equilibrio? Capire il momento.
Cosa significa capire il momento? Uno spunto viene dal recente passato. Stefano Pioli nel febbraio 2023 per fermare un’emorragia ancor più preoccupante decise di passare ad una difesa a 3 e un blocco più basso per ritrovare certezze, soprattutto dal punto difensivo. Qualcosa di simile lo fece anche alla fine della stagione scorsa contro la Juventus, giocando però con la difesa a 4.
Non si chiede a Fonseca di snaturalizzare la propria identità di gioco, ma di adattarla alla necessità del momento che è vincere e per vincere conta subire il meno possibile. Non 6 gol in 3 partite per intenderci. Tempo per evolvere l’idea di gioco c’è, grazie anche ad un gruppo che deve ancora conoscersi bene per via delle figure nuove presenti. Entusiasmo, vittoria, equilibrio: una cosa tira l’altra, serve porre rimedio al più presto alla situazione attuale.


