Conclusasi da poche ore la conferenza stampa di mister Fonseca pre Milan–Genoa che andrà in scena domani sera insieme alla celebrazione dei 125 anni della storia rossonera, l’allenatore portoghese ha rilasciato alcuni importanti spunti da analizzare e mettere a fuoco per provare ad unire i puntini di un puzzle piuttosto intricato e confuso in quel di Milanello.
Entrando nel bel merito della conferenza, come era lecito attendersi, sono state parecchie le domande inerenti al suo sfogo post Stella Rossa e alla sua accusa di poco impegno riferita a qualche giocatore, sempre se i riferimenti non fossero anche ai piani alti. A tal proposito, però, ha certamente fatto effetto come egli abbia definito il suo sfogo una “necessità“.
La domanda quindi urge spontanea? Perchè un tecnico arrivato da 5 mesi sente la necessità di sfogarsi dopo una vittoria, se pur sofferta, e soprattutto ancor prima di arrivare a metà stagione? Dare una risposta esaustiva ad una tematica di questo tipo non è semplice, ma ciò che immediatamente fa presupporre è la sua volontà di dare un segnale forte e chiaro all’ambiente, quasi con il rischio di mettere alla gogna alcuni elementi della rosa che non stanno performando con l’atteggiamento che invece dovrebbero avere per vincere determinate partite.
Il termine necessità risulta essere però ambivalente: da un lato fa presumere come possa aver cercato di ottenere una “scossa emotiva” da parte dei suoi calciatori denunciando pubblicamente, senza chiaramente riferimenti espliciti, uno scarso impegno profuso durante la settimana “, dall’altro lato è sembrata una reazione spontanea ad un momento di difficoltà nella gestione dello spogliatoio.
Difficoltà o strategia da parte di Fonseca? Questo è il dilemma.
Durante l’odierna conferenza l’ex allenatore della Roma ha fatto trasparire molta sincerità nelle risposte, tanto da ammettere lui stesso che questa sincerità non è sempre un bene, ma certamente lo aiuta ad empatizzare meglio con l’ambiente circostante, ovvero quello della stampa e di tutti i tifosi rossoneri. Più volte ha ribadito come la sua reazione mercoledì scorso fosse dovuta a questioni di atteggiamento e non puramente tecnico-tattiche, evidenziando anche come basti l’atteggiamento sbagliato di un singolo calciatore per mettere in difficoltà l’intera squadra.
Ciò che emerge dalle parole di Fonseca, al quale il termine strategia risulta essere molto caro, è la continua ricerca di metodologie finalizzate ad avere un feedback chiaro ed immediato dai singoli calciatori. Così come la “strategia” che lui stesso ha ammesso di aver attuato con Leao per migliorare le sue prestazioni, al tempo stesso sembra voler provare a fare lo stesso con il resto del gruppo squadra, tentando di lavare i panni sporchi non solo in famiglia ma anche e soprattutto in pubblico, provando quindi a responsabilizzare davanti alle telecamere alcuni calciatori.
Per concludere, in una situazione così delicata il silenzio della società è davvero controcorrente e paradossale, poichè non schierandosi senza appoggiare apertamente il mister dà ancora una volta una dimostrazione di lontananza e scarsa fiducia nell’operato del proprio allenatore scelto e voluto fortemente, a detta di Zlatan Ibrahimovic, durante l’estate.
La festa dei 125 anni della storia del Milan si appresta a diventare, non solo un momento di celebrazione della gloriosa storia rossonera, ma soprattutto uno specchio di quello che è il rapporto allenatore-gruppo squadra a 360 gradi.


