Da ieri, giovedì 1° ottobre e fino a domenica 4, ci sarà il Festival dello Sport di Trento. Tanti i protagonisti legati al mondo Milan: nella giornata di ieri Albertini e Gianni Rivera. Oggi Fabio Capello e Oliver Bhieroff.
Le parole di Bhieroff
Proprio l’ex attaccante del Milan è intervenuto sul palco del Festival.
La situazione della Nazionale Italiana: «Il momento dell’Italia rispecchia la qualità dei giocatori attuali. Prima nell’Italia c’erano Baggio o Pirlo, oggi non è così. Puoi giocare bene nella lega Nazionale ma poi fare lo stesso in Nazionale non è lo stesso. Io arrivato in Italia nel 91, era un paradiso. I migliori giocatori giocavano in Italia».
Su Berlusconi: «Non l’ho vissuto tantissimo perché era già in Politica, ma un grande gentiluomo. L’ho visto due o tre volte, anche con i figli. Galliani era passionale, sono felice quando lo vedo. Mi ha convinto lui per venire al Milan».
Lo scudetto del 1999: «Quando ho firmato c’era ancora Capello. Poi hanno cambiato un po’ prima della stagione. C’erano grandi personalità: Boban, Donadoni, Maldini, Costacurta. La differenza la faceva la fame di vincere. Io ho fatto tutte le partite e fino a metà stagione non pensavamo di poter vincere lo scudetto. Zaccheroni ci chiede cosa volessimo fare, ha dato in mano tutto ai giocatori di esperienza e così abbiamo vinto lo scudetto».
L’arrivo al Milan: «Se mi chiedi chi è il più grande dico Paolo Maldini. Era li, si metteva a disposizione, si allenava sempre. Quando mi sono seduto al tavolo dei senatori era bello perché facevano battute. C’erano Boban, Rossi, Costacurta: si discuteva anche su quale olio fosse meglio per la pasta. Weah era riservato».
Su Goncalo Ramos: «Difficile che un giocatore solo possa fare la differenza, deve essere aiutato, i palloni devono arrivare. Il Milan è sempre il Milan, è nel mio cuore, ma quando lo guardo ultimamente non mi prende».

