Valentina Giacinti è stata ospite del podcast The Rising Giant nelle scorse settimane, prodotto dall’ex rossonera Dominika Conc. Tra i temi toccati anche il passato dell’attaccante al Milan Femminile: ecco le sue parole, riportate da calciofemminileitaliano.it.
Giacinti racconta: «Con Ganz non imparavo niente. Mi sentivo colpevole…»
«Per me è stato veramente importante e mi ha responsabilizzato molto. Cercare di far crescere il Milan era il mio obiettivo principale. Sono stati anni intensi e belli. Diventare capitano e giocare con quella maglia per me aveva un significato molto importante: mio fratello è milanista, i miei amici sono tutti milanisti! Ero nel club in cui sognavo di stare e volevo farlo crescere, volevo che si vincesse qualcosa. Gli obiettivi erano alti, quando arrivi lì e non vinci la testa inizia a pesare. Inizi a sentire il peso delle aspettative».
Su Ganz: «Il suo arrivo per me è stato un problema al primo anno. Io non giudico mai un allenatore, penso che ti porti e insegni sempre qualcosa, ma il problema è quando dopo 1-2 anni inizia a non portarti niente, non senti più che stai crescendo e migliorando. Questa cosa ha iniziato a tormentarmi dentro, tant’è che è coinciso con un periodo difficile della mia vita dove ho vissuto anche la depressione. Arrivavo al campo e gli allenamenti andavano male. Non imparavo niente, non sentivo più quello stimolo che mi teneva viva, cioè il calcio. Quando sono arrivate giocatrici importanti come Vero Boquete o Hasegawa, loro sono state le prime che mi dissero: ‘Vale, ma che allenamenti sono?’. E io mi sentivo quasi colpevole di avere in squadra giocatrici così forti e offrire quello che ci offriva Ganz».
L’aiuto di Maldini
«La soluzione migliore per me era andare via dal Milan dal momento in cui mi è stata tolta la fascia senza una motivazione, senza avermi parlato prima. Per me quella è stata una delusione fortissima. Mi sono sentita come se non ce l’avessi fatta e da lì non ho più avuto la forza di reagire. L’unica cosa che ho chiesto è stata la cessione».
Giacinti racconta il retroscena su Maldini: «Sono andata a parlare direttamente con Maldini, perché con Elisabeth Spina non avevo più rapporti. Gli ho detto che mentalmente avevo bisogno di andar via. Sia Massara che Maldini hanno capito e mi hanno detto: ‘Va bene, non preoccuparti, noi ti aspettiamo’. Se tornassi indietro adesso ne parlerei. Avevo delle reazioni dove ho sbagliato: a volte con Elisabet ho usato toni sbagliati, non perché c’era un motivo particolare, ma perché non sapevo esternare quello che provavo dentro. È stato un mio errore alzare la voce. In quel momento hanno visto solo la calciatrice e non la persona».


