Ultimamente le formazioni del Milan non vengono più anticipate come consuetudine negli ultimi anni. I media faticano maggiormente ad anticipare le soluzioni di Sergio Conceicao e la gara col Torino non fa eccezione. La curiosità lecita ora è capire se verranno confermati i “Fab 4” oppure se si andrà verso un turnover offensivo, con l’idea di aver alternative a gara in corso.
Provando ad andare oltre il risultato della doppia sfida col Feyenoord, è intellettualmente onesto riconoscere che la prima frazione del match di ritorno con gli olandesi, è stata la porzione di partita interpretata meglio dai fantastici quattro.
Fase di riaggressione della palla fatta in modo convinto ed efficiente, spazi occupati bene anche quando il baricentro si abbassava un po’. Permane la scarsa cattiveria nel passaggio decisivo o nel concludere l’azione col tiro in porta.
Esprimere tutta la potenza di fuoco dal primo minuto rappresenta a volte un limite quando l’avversario riesce a resistere o trova contromisure. Come accaduto in Champions, con tutti gli assi già in campo, diventa più complesso cambiare l’inerzia della gara.
Con l’Empoli o con l’Hellas Verona in campionato, ad esempio, il subentro di Leao e Pulisic ha dato in effetti la scossa giusta e ha consentito alla squadra di portar a casa i tre punti. Probabilmente l’idea del club è poter alternare questo tipo di scelta, in modo che di volta in volta si possa sfruttare questo potenziale offensivo che in Italia in questo periodo è difficilmente replicabile.
Integrare definitivamente i nuovi, valorizzare le loro caratteristiche, sono le principali sfide che il tecnico portoghese dovrà provar a vincere, perché centrando questi obiettivi, più facilmente potrà raggiungere poi gli obiettivi di squadra.


