Dest raccontato da chi lo ha visto crescere: “Il Milan ha piazzato un bel colpo. Peccato per quel caratterino…”

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Chi meglio dell’allenatore che lo ha visto crescere può parlare di Sergino Dest? Gery Vink lo ha allenato dai 15 ai 17 anni nelle giovanili dell’Ajax e ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Gazzetta.it sull’americano: ecco le sue parole.

Il Milan ha piazzato un bel colpo. Dest è uno dei terzini più tecnici in circolazione, un classe 2000 dall’ottimo dribbling che copre tutta la fascia e arriva sul fondo con continuità. Era così anche a 15 anni. A volte lo facevo giocare in mezzo con il numero 10! Sotto la mia gestione ha giocato ovunque: centrale difensivo, mezzala, seconda punta, trequartista. Nei vari tornei in giro per l’Europa lui era quello che rubava l’occhio, anche più di Justin Kluivert o Sven Botman. Peccato per quel caratterino… Sergino non ascoltava nessuno, faceva di testa sua, abbiamo avuto decine di discussioni riguardo gli orari, la puntualità, le regole da rispettare. Non spiccava per il comportamento, ecco“.

Su cosa lo faceva più arrabbiare: “Il fatto che non mi ascoltasse. Le faccio un esempio: partita di torneo, vinciamo 1-0, gli dico di non stare sempre sulla linea di fondo e di puntare l’uomo in continuazione, ma di ripiegare e accorciare. Dare una mano al difensore, insomma. Lui niente, parole al vento, così lo feci uscire. A distanza di anni lo ricordo con il sorriso, ma mi faceva imbestialire. A 16 anni non aveva una mentalità da professionista, anche a scuola andava male. L’ha salvato il talento“.

Sulle sue qualità tecniche: “Da un punto di vista tecnico è uno dei migliori mai visti. E ho allenato De Ligt, Timber, Kluivert, Gravenberch, Botman. Mentalmente, invece, faceva fatica. Quando ha firmato con il Barça ho pensato al bambino irrequieto di qualche anno prima e mi è venuto da sorridere. Alcuni lo volevano fuori dall’Academy. Troppi problemi, qualche litigio di troppo, e poi si cullava sul talento. A volte lo prendevo da parte e gli dicevo che avrebbe dovuto impegnarsi di più, anche a brutto muso. Lui diceva ‘sì sì, certo mister’ e poi ricominciava“.

E conclude: “Ora è un Sergino diverso, più calmo, pensa solo a dare il massimo. La sua è una storia strana. Ne ho visti tanti brillare nelle giovanili e poi perdersi per strada, per Dest è stato il contrario. Al netto di un talento fuori dal comune, da adolescente combinava diversi guai. A volte averlo era una fortuna. Io poi sono un martello, non mollo mai. Con i giovani bisogna fare così. Dest aveva un dono, e sono contento che alla fine l’abbia portato al Milan. Pioli può stare tranquillo? Decisamente sì. L’adolescente problematico non esiste più“.

Milan: Sergino Dest - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Sergino Dest – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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