Milan, la crisi passa da Ramos e Modric: Amorim deve trovare la chiave

Se Ruben Amorim è oggi il principale bersaglio delle critiche di tifosi e commentatori, nel mirino dell’edizione odierna di Tuttosport finiscono anche due dei giocatori più importanti del Milan: Gonçalo Ramos e Luka Modric. Il portoghese, acquisto record nella storia del club, fatica a incidere in zona gol e a trovare la posizione giusta all’interno del sistema di gioco. Il croato, Pallone d’Oro 2018 e leader tecnico dello spogliatoio, non riesce invece a essere dominante come nella passata stagione.

Con Gerry Cardinale atteso a Milano e desideroso di vedere una reazione dopo le ultime prestazioni contro Juventus, Lazio e Benfica, il momento rossonero passa anche dalla capacità di Amorim di valorizzare due elementi chiamati a essere centrali nel progetto. Perché se il Milan vuole rialzare la testa, non può permettersi di sprecare il talento di Ramos e Modric.

Milan, Gonçalo Ramos corre ma non riesce a incidere

Gonçalo Ramos aveva impressionato durante il precampionato per la capacità di fare reparto da solo, giocare di sponda, aprire spazi per i compagni, attaccare la profondità e poi arrivare alla conclusione. Un centravanti completo, almeno nelle intenzioni, perfettamente compatibile con un calcio offensivo e dominante come quello annunciato da Amorim.

Nelle gare ufficiali, però, quelle qualità sono emerse soltanto a sprazzi. L’unica vera prestazione di rilievo è arrivata contro il Venezia, quando il portoghese ha segnato il suo unico gol in campionato, riuscendo però anche a fallire tre occasioni piuttosto nitide. Un dato che racconta bene il momento dell’ex attaccante del PSG: le occasioni non sono sempre numerose e, quando arrivano, non vengono sfruttate a dovere.

Ramos, peraltro, corre moltissimo. La sua media è di 10,4 chilometri a partita, praticamente la stessa di Yunus Musah, fermo a 10,5. Numeri che evidenziano l’impegno del portoghese, ma che raccontano anche un problema: tanto movimento non si traduce necessariamente in presenza e pericolosità dentro l’area di rigore.

Da una parte il Milan non riesce a servirlo con continuità, dall’altra Ramos finisce spesso per allontanarsi dalla zona in cui dovrebbe essere maggiormente decisivo. Il risultato è un centravanti che lavora molto per la squadra, ma che ancora troppo raramente riesce a trasformare il lavoro in occasioni e gol.

Ramos e il confronto con Gimenez: i numeri interrogano il Milan

Il confronto con la passata stagione offre un ulteriore spunto di riflessione. Amorim ha presentato il suo Milan come una squadra destinata a proporre un calcio dominante e offensivo, ma i numeri di Ramos nelle prime cinque gare non sono così distanti da quelli fatti registrare da Santiago Gimenez nello stesso periodo della scorsa stagione sotto la gestione di Massimiliano Allegri.

La differenza più evidente riguarda i tocchi di palla, 39 a partita per Ramos contro i 23 del messicano, e i chilometri percorsi: 10,4 per il portoghese contro gli 8,9 di Gimenez, oggi al Porto. Ma quando si guarda alla capacità di concludere verso la porta, il quadro cambia. Ramos viaggia a 3,4 tiri a partita, con appena 0,8 conclusioni nello specchio. Gimenez, nelle prime cinque gare della scorsa stagione, tirava 3,2 volte a partita ma centrava la porta 1,1 volte. Il messicano non aveva ancora segnato, ma aveva comunque fornito un assist.

Sono numeri che non raccontano tutto, naturalmente, ma che sollevano una questione precisa: il problema di Ramos è soltanto individuale oppure è anche il prodotto di un sistema che non riesce ancora a metterlo nelle condizioni migliori? Per un giocatore costato 74 milioni di euro, la risposta deve arrivare presto. Il Milan ha investito su di lui per avere un riferimento offensivo e Amorim dovrà trovare il modo di trasformare il grande lavoro del portoghese in una maggiore incisività negli ultimi metri.

Modric, il 3-4-2-1 rischia di limitarne le qualità

Il secondo grande nodo è Luka Modric. Il croato ha scelto di rimanere al Milan anche dopo l’arrivo di Amorim, convinto evidentemente dal progetto del nuovo allenatore. Ma proprio il sistema del portoghese rischia di rappresentare il principale ostacolo alla sua migliore espressione. A 41 anni, Modric può ancora fare la differenza con qualità, intelligenza tattica e capacità di leggere il gioco. Il problema nasce soprattutto dalla componente atletica, particolarmente importante in un centrocampo a due.

Con Allegri il croato veniva utilizzato soprattutto come play basso, davanti alla difesa, con il compito di proteggere la linea arretrata e dettare i tempi della manovra. Un ruolo che gli permetteva di sfruttare al massimo una delle sue caratteristiche migliori: la capacità di leggere in anticipo ciò che accade in campo.

Amorim chiede invece ai due centrocampisti del suo 3-4-2-1 grande mobilità, corsa e partecipazione al pressing. Sono richieste che, per caratteristiche, non si sposano perfettamente con il Modric attuale e che sarebbero state impegnative anche per il croato di qualche anno fa. Non è quindi casuale la frase pronunciata dal tecnico prima della sfida contro il Benfica: «Devo fare delle rotazioni, soprattutto con un giocatore di 40 anni». Contro i portoghesi, Modric non è neppure entrato nel riscaldamento.

Milan, Amorim deve trovare la soluzione per Ramos e Modric

Il punto, però, non può essere semplicemente quello di stabilire se Ramos e Modric siano adatti o meno al calcio di Amorim. Il Milan ha investito una cifra enorme sul centravanti portoghese e ha scelto di affidarsi all’esperienza del Pallone d’Oro 2018. Sono due risorse troppo importanti per essere considerate incompatibili con il sistema.

Ramos deve essere riportato dentro l’area, messo nelle condizioni di sfruttare il suo fiuto del gol e liberato, quando possibile, dall’esigenza di partecipare continuamente alla costruzione lontano dalla porta. Modric, invece, necessita di un contesto tattico che gli permetta di utilizzare la sua qualità senza chiedergli un’intensità che, a 41 anni, non può più garantire per novanta minuti con continuità.

Il 3-4-2-1 può essere l’idea di riferimento di Amorim, ma trovare le giuste eccezioni e adattare il sistema alle caratteristiche dei giocatori più importanti fa parte del lavoro di un allenatore. E proprio qui si trova una delle sfide più delicate del tecnico portoghese: non chiedere semplicemente a Ramos e Modric di adattarsi al suo Milan, ma trovare il modo per costruire un Milan capace di esaltare Ramos e Modric. Perché due dei giocatori più importanti della rosa non possono diventare il simbolo di una crisi tecnica ancora tutta da risolvere.

Portogallo-Croazia: Rafael Leao, Gonçalo Ramos, Luka Modric (Photo Credit: IPA Agency)
Portogallo-Croazia: Rafael Leao, Gonçalo Ramos, Luka Modric (Photo Credit: IPA Agency)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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