Un Milan sull’orlo di una crisi di nervi: ma chi fa da “tranquillizzatore”?

Commentare con lucidità ed obiettività Torino-Milan non è assolutamente esercizio facile. Quella di ieri sera, infatti, è stata una partita talmente surreale che qualcuno potrebbe anche pensare che sia solo frutto dell’immaginazione di un brutto sogno. Un match che il Diavolo avrebbe meritato di vincere, ed invece si ritrova a perdere dopo aver subito due gol grotteschi e dopo essersi trovato di fronte un Milinkovic-Savic da Pallone d’Oro, con almeno tre interventi miracolosi ed un rigore neutralizzato al finora infallibile Pulisic. Ed il problema, per noi che abbiamo a cuore le sorti del Diavolo, è che non è nemmeno la prima in stagione, perchè di partite inspiegabili ce ne sono state anche altre in questa stagione maledetta: Fiorentina-Milan, tanto per fare un esempio.

Sono partite che rischiano di stroncare psicologicamente anche la squadra più centrata e solida di questa Terra, figurarsi una che ha fatto degli alti e bassi il suo marchio di fabbrica. La sensazione è che quello del Milan sia, ad oggi, un ambiente sull’orlo di una crisi di nervi. E situazioni di questo genere finiscono inesorabilmente per “inghiottire” chiunque, indipendentemente dal ruolo, dal grado di esperienza e dal carattere. Società, allenatore, staff: tutti sembrano all’interno di una pentola a pressione, e, quando è così, qualsiasi scelta, che sia “di campo” o “extra campo”, rischia di fare più danni della grandine.

Un Milan sull’orlo di una crisi di nervi

Lo stesso Conceiçao – da sempre e da tutti riconosciuto come un allenatore “duro”, di quelli vecchio stampo – sembra in totale difficoltà nel capire come uscire da questo buco nero, che ha già fatto perdere tutte le vibes positive arrivate dopo la vittoria della Supercoppa ed ha messo il Milan in un vortice di negatività iniziato con il disastro di Zagabria e proseguito prima con l’eliminazione dalla Champions per mano del modesto Feyenoord e poi con la sconfitta di ieri a Torino. Una crisi di nervi, dicevamo, ma il nocciolo della questione, la domanda a cui ci piacerebbe avere una risposta è: qualcuno, che sia in società o nello staff tecnico, è in grado di gestirla, di ridimensionarla? Qualcuno è in grado di riportare il Milan a navigare in acque tranquille da qui a fine stagione, con una Coppa Italia ed un quarto posto ancora da inseguire?

Come accade dopo ogni passo falso, sui social si è scatenata una “guerra civile” tra tifosi rossoneri, con voci che si alzano al cielo sulla necessità di riportare in società Paolo Maldini e Frederic Massara. Come ha scritto su X il collega Alessandro Nizegorodcew (pensiero che lo scrivente si sente di condividere in toto) “A questo, e non al calciomercato, serviva gente come Maldini e Massara. Attenzione: non per forza Maldini e Massara, ma gente come Maldini e Massara. A questo serve proteggere un allenatore scelto, non come fatto con Fonseca (per quanto fosse una scelta discutibile)“. E’ il nervosismo con cui scende in campo il Milan a non permettergli di ottenere risultati positivi. E la partita di Torino ne è stata esemplificazione perfetta: una partita che, se giocata con tranquillità, senza ansia e voglia di risolvere tutto in una giocata, sarebbe finita tanto a poco per il Milan…

Milan: Joao Felix (Photo Credit: IPA Agency)
Milan: Joao Felix (Photo Credit: IPA Agency)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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