Le settimane tra la fine della scorsa stagione e l’inizio della prossima hanno evidenziato una tendenza pericolosa in casa Milan: una mancata pianificazione che ogni giorno aumenta i problemi.
L’allenatore è stato scelto, ma quanti errori di comunicazione
La società dopo la sconfitta casalinga col Cagliari che ha condannato la squadra a non giocare la prossima Champions League ha preso una decisione netta, ma che col passare dei giorni si è rivelata più di pancia che studiata come sarebbe dovuta essere: fare un’altra rivoluzione in panchina, ma anche in dirigenza.
Il tecnico al posto di Massimiliano Allegri è stato scelto in Ruben Amorim, arrivato dopo oltre tre settimane di casting, ribaltoni e tanta confusione nei tifosi, che nessuno all’interno del Club ha provato a tranquillizzare lasciando che si potesse dire tutto e il contrario di tutto.
Milan: la questione dirigenza è preoccupante
Se la telenovela allenatore è stata chiusa, quella che riguarda la dirigenza è rimasta ancora aperta visto che non arriveranno Markus Kröschee Timmo Hardung, che sembravano vicinissimi ma sono saltati per le tempistiche lunghe e la modalità di approccio dei rossoneri, che non è andata giù all’Eintracht Francoforte.
La società è quindi tornata alla ricerca di un direttore sportivo e di un direttore tecnico, ma ancora una volta la modalità non sembra essere quella giusta.
Il primo problema sarà trovare dei dirigenti che accettino di venire con metà progetto tecnico, l’allenatore, già scelto e pronto a cominciare. Andrà trovato un qualcuno che appoggi l’idea, una missione non impossibile ma che rischia di creare frizioni ancora prima che si inizi.
Il secondo problema sono i nomi fatti. Alcuni saranno invenzioni giornalistiche o procuratori che cercano di piazzare degli assistiti, ma la lista fatta fino ad ora indica che si è tornati al punto di partenza: tanti profili diversi e quindi non un’idea chiara su chi si vuole puntare.
L’ultima questione da trattare è la tranquillità che viene spesso citata, che è negativa sia che si pensi sia vera sia che si pensi sia falsa.
Da un lato infatti sarebbe assurdo non essere preoccupati quando nella seconda metà di giugno ti saltano i due preferiti per completare l’area tecnica che sarebbero arrivati già in ritardo, dall’altro mette timore pensare che per testardaggine si continui a mantenere una narrazione che non aiuta nessuno.



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