Costacurta: «Al Milan bravi ragazzi senza personalità. Leao via? Buon giocatore, non una stella. Maignan…»

Alessandro Costacurta ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport nella quale ha parlato di Milan del recente passato e di quello che nascerà nelle prossime settimane. Lo ha fatto senza peli sulla lingua: ecco le sue dichiarazioni.

Costacurta: «Al Milan bravi ragazzi senza personalità. Maignan dovrebbe essere d’esempio, invece…»

«Una o due par­tite sba­gliate pos­sono essere casuali, ma dieci no. A mag­gior ragione certe scon­fitte casa­lin­ghe, con un obiet­tivo a por­tata di mano. È un indice chiaro del fatto che si sia creato qual­cosa di sba­gliato, di rotto tra squa­dra e alle­na­tore. Colpa di tutti ma, per me, chi va in campo è sem­pre il primo respon­sa­bile. L’idea che mi sono fatto da fuori è che si sia for­mato un gruppo di bravi ragazzi ma senza la per­so­na­lità neces­sa­ria per com­pe­tere per certi tra­guardi. Allegri? La penso come Car­letto Ance­lotti, il più bravo di tutti: un alle­na­tore incide sì, ma fino a un certo punto. Poi tocca ai gio­ca­tori. O, ancora meglio, distin­guia­moli dai ‘cal­cia­tori’. Per gio­care a cal­cio serve una buona tec­nica e di gente con grande qua­lità il Milan ne aveva sicu­ra­mente. Poi però ser­vono i cal­cia­tori a 360°, den­tro e fuori dal campo, i Rabiot, i Modric».

Costacurta prosegue: «Ci sono epi­sodi che dimo­strano uno spes­sore. Un esem­pio della scorsa sta­gione: quante volte Mai­gnan, il capi­tano della squa­dra, ha por­tato in campo i com­pa­gni in ritardo? Che fosse l’ini­zio della par­tita o l’avvio della ripresa? Se è stato fatto volon­ta­ria­mente è una pochezza, se invo­lon­ta­ria è ancora peg­gio: fini­sci solo per inner­vo­sire gli altri e l’arbi­tro. Il capi­tano del Milan è anche un esem­pio di stile e di pun­tua­lità. I det­ta­gli che fanno la dif­fe­renza sono altri: l’atten­zione, le mar­ca­ture, il sacri­fi­cio. Il resto sono solo bas­sezze».

Sui piani futuri

Sul nuovo progetto: «Vor­rei qual­cuno che disci­pli­nasse final­mente la squa­dra, che resti­tuisse entu­sia­smo, gioco, corsa, iden­tità. Spen­de­rei per due tra­sci­na­tori gio­vani, due ragazzi di 23-24 anni. Gente moti­vata, che ricrei ener­gia: le par­tite devono essere arrem­banti, cosa che da anni qui non suc­cede e invece in giro per il mondo sì. Vor­rei una squa­dra non che aspetti l’avver­sa­rio come ha fatto quest’anno ma che lo porti a sba­gliare. Gol lo prendi comun­que, ma almeno diverti. Ecco, vor­rei que­sto: un alle­na­tore con corag­gio e voglia».

Su Leao: «È sem­pre stato sba­gliato, a mio avviso, con­si­de­rarlo un lea­der, invece che un buon gio­ca­tore capace di accen­dersi a inter­mit­tenza. Per­so­nal­mente non l’ho mai con­si­de­rato da Pal­lone d’Oro: ho gio­cato con alcuni di loro e… sono tutta un’altra cosa. Se va via, certo non perdi Kaka o Sheva. Rafa non è mai stato un fuo­ri­classe, anche se lui stesso poteva pen­sare di esserlo. Se poi invece cam­bia idea, arri­vano i veri lea­der e a lui è data una dimen­sione diversa, in un con­te­sto giu­sto, allora può anche essere utile. Ma deve essere visto per quello che è: un ottimo gio­ca­tore, non la stella della squa­dra».

Su chi puntare: «Puli­sic è reduce da sei mesi disa­strosi ma è sem­pre stato un serio pro­fes­sio­ni­sta: non lo boc­ce­rei solo per la seconda parte di sta­gione. Spero che Modric resti: alla sua età andrebbe gestito, ma quando è in campo inse­gna ancora cal­cio. Lo stesso mi auguro per Rabiot: è una bestia. E poi Bar­te­sa­ghi è gio­va­nis­simo e può cre­scere, Pavlo­vic si è dimo­strato affi­da­bile. Se Mai­gnan smette con certe fri­vo­lezze, è forte: se c’è da parare, para. Gab­bia può restare, accanto a un difen­sore forte che va preso. Così come un grande cen­tra­vanti. Ma ripeto: si parte dal manico, e cioè da alle­na­tore e diret­tore tec­nico, per il resto non ser­vono chissà quanti inter­venti».

Alessandro Costacurta - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Alessandro Costacurta – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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