Gerry Cardinale nella lunga intervista a La Gazzetta dello Sport si è soffermato anche sui troppi errori di mercato fatti dal Milan per gli oltre 400 milioni di euro spesi in 3 anni.
Milan: i colpi più onerosi, spesso quelli più sbagliati
La Gazzetta questa mattina si è soffermata proprio sui mercati fatti dai rossoneri dall’arrivo di Cardinale al comando, quindi da quello invernale della stagione 2022-23.
In 7 sessioni tra invernali ed estive il Diavolo ha sborsato in totale ben 405.1 milioni di euro solamente per i cartellini, cifra più alta tra le squadre di Serie A.
Di questi soldi alcuni sono stati investiti molto bene come nel caso di Reijnders, preso per 25 milioni e rivenduto per 74 milioni bonus compresi e Christian Pulisic, pagato 21 milioni e (fino a dicembre del 2025) uno dei migliori delle ultime stagioni rossonere.
Ci sono però stati tantissimi errori, soprattutto nei giocatori pagati tanto. Christopher Nkunku è arrivato per 37 milioni più bonus e per ora non ha soddisfatto le aspettative, come Ardon Jashari pagato circa 35 milioni di euro e Santiago Gimenez, arrivato per poco meno di 30 milioni.
In futuro si dovrà spendere meglio
Guardando i risultati rispetto alle spese si può solo essere amareggiati perché gli investimenti, va detto a fronte anche di pesanti cessioni, ci sono stati, ma quasi sempre sono stati fatti male.
Dalla prossima estate, con la speranza di qualificarsi in Champions League, bisognerà iniziare a fare meglio, come detto dallo stesso Cardinale, di seguito le sue parole.
«Nelle ultime tre stagioni, abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra della Serie A sul mercato. Ora, magari non abbiamo speso al meglio. Mi do un voto più alto per i soldi che ho messo che per come li abbiamo spesi. Dobbiamo fare un lavoro migliore in modo che ci sia una correlazione diretta tra la spesa e le vittorie. Non ci siamo ancora riusciti. Non abbiamo fatto un buon lavoro e lo sistemeremo. Dobbiamo esaminare la struttura e la parte calcistica e collaborare con lo staff tecnico e il direttore sportivo per capire come possiamo lavorare meglio insieme».


