Milan, cercasi freddezza: quali sono i problemi di questa scarsa finalizzazione?

Nella partita di ieri sera il Milan è riuscito a portare a casa 3 punti importanti per classifica superando il Monza di Nesta 0-1, non senza qualche grattacapo, soprattutto durante il primo tempo. Se la fase difensiva è uno dei talloni d’Achille che mister Fonseca sta provando a sistemare, un’altra valutazione da fare riguarda invece quella offensiva. Anche ieri sera si è vista una squadra che, nonostante le numerose occasioni concesse ai biancorossi nel primo tempo, ha comunque avuto nella ripresa la possibilità di chiudere la partita segnando il gol del raddoppio, cestinato in varie situazioni.

La prima che viene in mente è quella di Leao che, dopo una bella galoppata fin dentro l’area di rigore, ha calciato addosso a Turati; lo stesso Leao qualche minuto dopo si è resto protagonista di un tiro maldestro finito alto da buonissima posizione in area di rigore. Queste situazioni, però, non sono nuove e le possiamo anche riscontrare nelle gare precedenti, ad esempio con il Napoli. Contro i partenopei viene alle memoria l’occasione non sfruttata da Musah che si allunga il pallone in area di rigore facendosi poi chiudere lo specchio della porta da Meret in uscita.

Tante sono quindi le situazioni in cui i rossoneri si dimostrano poco cattivi e cinici davanti alla porta avversaria, cosa che spesso gli avversari sfruttano decisamente meglio per colpire a loro volta il Milan, come nel caso di Lukaku nel gol dell’1-0 del Napoli. Il problema, però, non risiede soltanto nella difficoltà di calciare in porta con convinzione, ma anche nelle scelte finali di passaggio. Ieri sera, negli ultimi minuti, i rossoneri hanno sprecato con Loftus un ottimo contropiede che avrebbe potuto chiudere la gara; in quell’occasione il centrocampista inglese ha aspettato troppo prima di liberarsi del pallone, non vedendo il compagno libero alla sua sinistra e servendo così con i tempi sbagliati quello alla sua destra, più marcato.

Tutto ciò, probabilmente, è figlio della non presenza in rosa di un trequartista puro che sappia dettare i tempi di gioco e creare quelle giocate che possano mettere in porta gli attaccanti. In tal senso, anche lo stesso Reijnders, nonostante sia dotato di ottima tecnica palla al piede, non è esattamente l’uomo dall’ultimo passaggio e, in ogni caso, la sua posizione accanto a Fofana non gli permette di svolgere quel ruolo, essendo troppo distante dalla porta.

Ad influenzare la poca cattiveria dei rossoneri sottoporta sta contribuendo, anche se sta passando molto sotto i riflettori, l’assenza di un calciatore cinico come Jovic che, nonostante il suo scarso minutaggio, lo scorso anno ebbe una media realizzativa decisamente ottima rispetto ai minuti giocati. Al momento in rosa non è presente un calciatore con quelle caratteristiche, in quanto che Morata gioca molto basso e quindi spesso lontano dalla porta e Abraham tende a fare lo stesso, per lo più dimostrando  anche a Roma di essere poco freddo cestinando varie occasioni da gol.

Questa poca freddezza e scarso cinismo nelle ultime scelte è e può diventare ancor più un problema a lungo andare, soprattutto quando si affrontano squadre dall’altissimo tasso tecnico, come il Real Madrid, che concedono poche occasioni a partita, occasioni che però devono essere sfruttate necessariamente se si vuole in qualche modo provare a fare un buon risultato.

Nelle prossime partite, tutte cruciali per il proseguo della stagione, si attendono miglioramenti in tal senso da parte del Milan, dal momento che per portare a casa i match non serve soltanto avere una buona fase difensiva, ma anche saper sfruttare quelle poche situazioni che vengono concesse da parte di avversari qualitativamente superiori.

Milan-Udinese: Filippo Terracciano, Ruben Loftus-Cheek, Christian Pulisic, Strahinja Pavlovic (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan-Udinese: Filippo Terracciano, Ruben Loftus-Cheek, Christian Pulisic, Strahinja Pavlovic (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Denis Fava
Denis Fava
Ragazzo nato nel 2001, appassionato di calcio e del racconto, sono laureato in Scienze della Comunicazione, con una specializzazione in Editoria e Giornalismo. Mi piace unire la passione per la narrazione a una formazione solida nel mondo dei media, con l’obiettivo di trasformare le parole e lo sport in strumenti di racconto e informazione.

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