Volessimo prendere in prestito le “immagini” e i protagonisti di un altro sport, potremmo dire che il Milan è un po’ come Usain Bolt, mentre fa molta più difficoltà ad diventare Eliud Kipchoge. È chiaro che si tratta di mere – e volutamente anche un po’ esagerate – similitudini per spiegare in altri termini una tendenza ricorrente dei rossoneri annata ‘23/‘24. Lo dicono, come sempre, i numeri: quella rossonera, infatti, è la formazione che ha realizzato il maggior numero di reti nella prima frazione di gioco nei cinque maggiori campionati europei in corso di svolgimento, ovvero Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1.
Quello realizzato da Ruben Loftus-Cheek al minuto 31 al Bluenergy Stadium, infatti, è stata la rete numero ventitre siglata dal Diavolo nei primi tempi. Che cosa dice questo dato? Che sostanzialmente in questo campionato il Milan raramente ha sbagliato l’approccio alla gara, ed anche ad Udine i rossoneri erano scesi bene in campo, comandando il gioco contro una formazione sempre ostica, soprattutto perché propone un gioco molto fisico, molto duro. Il problema, come altrettanto spesso è accaduto, è che la doverosa interruzione del gioco susseguente ai vergognosi cori razzisti indirizzati a Maignan – uno che come persona è migliaia di categorie superiore a coloro che ieri sera lo hanno insultato – ha tolto coesione e concentrazione ai rossoneri e ricompattato i bianconeri.
Milan, devi imparare ad incassare i colpi
La sensazione è che, quando nel corso della partita, al Milan capita qualche episodio “negativo” (che sia banalmente un gol subito o anche un infortunio), ecco che riemergono insicurezze e superficialità che magari fino a quel momento non si erano viste. Per fortuna, però, questa volta – toccato il fondo, ed in un momento in cui la partita sembrava indirizzata verso la sconfitta – il Diavolo si è ridestato, e, trascinato dai subentrati Jovic e Okafor, ha portato a casa una vittoria importantissima.
Nello stesso tempo, i ragazzi di Pioli hanno finalmente rotto una sorta di maledizione che stava iniziando a diventare alquanto fastidiosa: quella “dei 2-2 in trasferta”, visto che già a Lecce, Salerno e Napoli, il Milan era andato avanti nel punteggio (in quel caso addirittura per 2-0) per poi farsi rimontare e bloccare sul pareggio. Stavolta non è andata così, ma il Diavolo deve imparare a diventare maratoneta, tenendo botta per tutta la “corsa” e non soltanto nei primi metri.


