Perché il Milan è primo e può ambire a tanto? Il gioco, i giocatori rinati e…

La Gazzetta dello Sport oggi analizza il perché il Milan possa essere in lizza per vincere lo scudetto e perché in questo momento si trovi primo. Il primo dei fattori ha un nome ed un cognome: Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese da quando è arrivato ha preso parte a 23 gol in 22 gare in Serie A (17 gol e 6 assist) e nel post-lockdown nessuno ha partecipato più di lui in zona realizzativa: 14 gol, 5 assist. Ibra non è solo un attaccante però, si sposta per il campo per squilibrare il match: Ibrahimovic è squadra, ma la squadra non è solo Ibrahimovic. Il concetto può essere riassunto in questa frase.

Un altro fattore che la Rosea sottolinea è la forza del gioco di questo Milan, che ha una facilità di costruzione e linee di gioco memorizzate impressionante. Nel calcio del Covid viene premiato chi sa far correre meglio la palla. Infatti Milan, Sassuolo ed Atalanta sono nelle prime 4 posizioni.

Il terzo fattore: i giocatori rinati

Il terzo ed ultimo fattore sono i giocatori rinati. Rebic e Rafael Leao poco meno di un anno fa erano ai margini del progetto, mentre ora sono “al centro del villaggio”. Importanti sono anche i nuovi innesti, Brahim Diaz e Dalot, inseritisi bene negli ingranaggi rossoneri. In questo caso il lavoro da premiare è quello di Paolo Maldini, cresciuto anche lui come i giocatori in rosa. Perché non si tratta solo dei due attaccanti, anche Calhanoglu, Kessie e Calabria, tre giocatori deludenti un anno fa, ora sono i migliori nella gara di Udine. Le criticità ci sono, basti pensare alle alternative della coppia di difensori centrali non all’altezza. Ciononostante il Milan, con questo Ibra, può davvero pensare in grande, ma prima c’è da passare un altro test. Al rientro dalla sosta ci sarà la trasferta di Napoli. In Campania il Milan si misurerà con un’altra grande squadra ed il risultato dirà molto sulle ambizioni rossonere.

Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli – MilanPress, robe dell’altro diavolo

 

 

Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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