Come il calcio affronta l’ondata del Coronavirus: test e “clausura”

L’edizione odierna del Corriere dello Sport dedica uno spazio alle soluzioni che la FIGC e la Commissione Medico Scientifica Federale stanno considerando. La fatidica seconda ondata di contagi da Coronavirus è in atto in questo momento in Italia ed il sistema calcistico nazionale non ha intenzione di fermarsi.

Dalla ripresa dello scorso giugno è stato pensato un protocollo medico-sanitario adatto al ritorno sul campo delle squadre. Ora l’obiettivo è quello di implementarlo e non di cambiarlo. FIGC e Commissione Medico Scientifica Federale attendono l’ok del Cts alle nuove misure. Nelle misure proposte ci sono i test molecolari rapidi (esito in 15′-20′), che già sono previsti nel protocollo attuale. Saranno effettuati il giorno prima della gara, dopo che 48 ore prima è stato svolto il classico tampone.

Per quel che riguarda le “bolle“, l’indicazione è quella del rispetto di questa norma. Ciononostante alcune società hanno già ricevuto in passato l’ok dell’Ats (o Asl) per gli spostamenti casa-campo di allenamento per i componenti del gruppo squadra. Questa situazione non è andata giù al ministro dello Sport Spadafora.

Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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