Milan, tra campionato e Champions la differenza è netta: i numeri

Milan, testa alta, nervosismo e battito accelerato: è la notte della coppa dalle grandi orecchie, ma stavolta potrebbe significare di più. Un eventuale vittoria del Salisburgo metterebbe a dura prova chiunque perda questa sera, ecco perché il cliché: “Vietato sbagliare” prende vita.

La Serie A rappresenta un luogo sicuro per il Diavolo, paradossalmente: storicamente il Milan fa tanta competizione in Europa, ma gli anni di smarrimento hanno portato ripercussioni nel DNA rossonero, che si è concentrato al campionato italiano e con la giusta verve. La Gazzetta dello Sport fa il confronto tra i due Milan, quello del proprio giardino e quello della Champions League. Lo scudetto è arrivato dopo 72 vittorie in 116 partite con Pioli in panchina, più del 60%, e dimostra superiorità anche con le big (Inter e Juve ne sanno qualcosa).

Spostandoci nella massima competizione per club al mondo, ecco che i numeri si impietosiscono: con Pioli sono 9 partite in panchina, 2 vittorie e 2 pareggi. Vero è che le restanti 5 sconfitte sono arrivate con avversarie assolutamente di livello (Porto, Atletico Madrid, Liverpool e Chelsea), ma in questo torneo è più facile prendere queste squadre, che quelle abbordabili. Da qualche stagione Pioli ha instaurato una nuova mentalità vincente, che permette ai rossoneri di giocarsela a viso aperto con tutti: tocca dimostrarlo anche in Champions League, la vera casa del Milan.

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Champions League – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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