Milan, si cambia? Allegri pensa al tridente con Gimenez, Leao e…

Il paradosso è evidente e, in qualche modo, anche preoccupante: nel Milan che esce sconfitto dal campo del Napoli, gli unici a farsi vedere davvero in zona offensiva non sono stati gli attaccanti. Ma un difensore e un centrocampista.

Strahinja Pavlovic e Youssouf Fofana sono stati infatti gli ultimi rossoneri a provarci, in una partita in cui il reparto offensivo è rimasto praticamente invisibile. Il primo con qualche tentativo senza precisione, il secondo con l’unico tiro nello specchio della porta. Poi, il vuoto.

Attacco spento, serve una svolta 

Il dato è tanto semplice quanto allarmante: nessuno dei cinque attaccanti utilizzati è riuscito a concludere verso la porta avversaria. Una sterilità offensiva che fotografa il momento complicato della squadra di Massimiliano Allegri, sempre più alla ricerca di soluzioni per ridare pericolosità al suo Milan.

Non è un caso che, proprio dopo la sconfitta del Maradona, Allegri abbia aperto a un possibile cambio di sistema. L’idea di un tridente offensivo, finora utilizzata solo a gara in corso, potrebbe diventare qualcosa di più concreto anche dall’inizio.

Il tridente come possibile chiave per Allegri

Il passaggio al 4-3-3 rappresenterebbe una piccola rivoluzione, ma anche un tentativo logico per riaccendere un attacco che oggi fatica a produrre occasioni. Le caratteristiche degli uomini a disposizione, in fondo, sembrano sposarsi meglio con un sistema più aperto.

Rafael Leao, ad esempio, potrebbe tornare a esprimersi al meglio partendo da sinistra, senza dover lottare costantemente al centro dell’area. Anche Christian Pulisic, adattato da centravanti, ritroverebbe la sua dimensione naturale da esterno creativo.

Davanti, sia Santiago Gimenez che Niclas Fullkrug potrebbero beneficiare di un maggior numero di palloni giocabili, soprattutto provenienti dalle fasce. Mentre Christopher Nkunku resta un’incognita tattica: inserirlo in un attacco a tre potrebbe essere il test definitivo per capirne ruolo e utilità.

Leao, simbolo di un equilibrio da ritrovare

La situazione di Leao è emblematica. Numeri alla mano, resta il miglior marcatore rossonero, ma il suo rendimento è stato condizionato da problemi fisici e da un utilizzo spesso lontano dalla sua posizione ideale.

Allegri lo ha difeso, sottolineando come non sia facile rendere al massimo tra acciacchi e continui adattamenti. Eppure, proprio dal suo rilancio passa gran parte delle ambizioni offensive del Milan.

Milan, serve cambiare passo

I numeri del girone di ritorno parlano chiaro: troppo pochi gol distribuiti tra troppi giocatori. Una produzione offensiva insufficiente per una squadra che punta alla qualificazione in Champions League.

Per questo motivo, l’idea di cambiare qualcosa non è più solo una possibilità, ma quasi una necessità. Più uomini offensivi, più soluzioni, più imprevedibilità. Perché così, con un attacco che non tira, diventa difficile vincere. E forse impossibile restare davvero competitivi.

Milan: Rafael Leao, Santiago Gimenez e Christian Pulisic (Photo Credit: Lisa Guglielmi / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Rafael Leao, Santiago Gimenez e Christian Pulisic (Photo Credit: Lisa Guglielmi / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

5 Commenti

  1. […] Una possibile svolta per l’attacco del Milan che da un po’ di tempo a questa parte è spuntato. Il modulo con due attaccanti non convince e le occasioni da gol (e i gol stessi) latitano. La versione di Pavlovic quasi capocannoniere ne è l’emblema che là davanti serve cambiare e rinnovare un po’. L’idea potrebbe essere il tridente che tanto bene ha fatto negli anni in cui era la difesa ad avere qualche problema in più. Con tutti o quasi i giocatori offensivi che gioverebbero di un cambiamento tattico che si è visto in poche occasioni ma che ha convinto di più. […]

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