C’erano un attaccante classe 2008, un trequartista classe 2007 e un centrocampista classe 2008. Vestivano tutti la maglia rossonera dal 2020 in avanti, quando anche l’ultimo della lista decise di sposare il progetto Milan. Erano tutti considerati dei talenti cristallini, dei giocatori dal futuro certo ad alti livelli, dei ragazzi con l’azzurro nel destino.
Chissà se tra qualche anno leggeremo questo quando sentiremo parlare di Francesco Camarda, Mattia Liberali e Christian Comotto. Ciò che è certo, ad oggi, è che il loro prossimo futuro non sarà in nessun caso con le bande rossonere. I primi due saranno giallorossi, uno al Lecce e uno al Catanzaro, il terzo sarà bianconero, colori dello Spezia. Per la prima volta dal 2020 non vestiranno la maglietta che li ha visti crescere, i primi due sin da giovanissimi, il terzo da quell’anno appunto.
L’ultima stagione ha definito di fatto quale sarebbe stato il loro anno successivo a causa, o grazie, alla gestione del club. Da un lato l’attaccante è stato sballottato tra prima squadra e Milan Futuro (e una presenza con la Primavera), finendo per giocare un numero discreto di partite (35), ma giocandosi la possibilità di disputare i playout di Serie C a causa del numero di presenze insufficiente.

Dall’altro è andata anche peggio per il trequartista, il quale ha iniziato l’annata con Milan Futuro, l’ha proseguita verso la fine del 2024 con la prima squadra e l’ha chiusa con la Primavera. Il tutto senza brillare in nessuna delle tre squadre, con evidenti difficoltà nell’adattamento e con uno scetticismo su tale gestione che lo ha portato a fare scelte diverse per il proseguimento della carriera.
Il percorso più lineare e chiaro è stato quello del centrocampista, figlio dell’ex difensore della Fiorentina Gianluca Comotto. È stato un punto di riferimento nella Primavera guidata da Federico Guidi con 36 presenze al primo anno in categoria, 3 anni sotto età. Le doti sono note, la sua crescita altrettanto.
Sotto un certo punto di vista, tutti e tre rappresentano un lavoro eccellente svolto dal Milan nel suo settore giovanile nel corso degli ultimi anni. Sono infatti tutti nel giro delle nazionali giovanili e fanno parte dei migliori prospetti futuri italiani. Sotto un altro, però, soprattutto per Liberali, si denota una certa difficoltà nell’indirizzare il percorso di crescita corretto e coerente per le caratteristiche di un giocatore. Non è un caso se tra i tre sia l’unico ad andare via, con ogni probabilità, a titolo definitivo (seppur con il 50% sulla futura rivendita a favore del club rossonero).
Ciò che ci pare giusto evidenziare è la bontà delle scelte in vista della prossima annata sia per Camarda che per Comotto, entrambi mandati in prestito (per il secondo non c’è l’ufficialità, ma con lo Spezia sembra cosa fatta) con bonus a seconda di presenze e prestazioni a favore dei nuovi club. Il primo si giocherà le sue carte in una squadra di bassa Serie A come il Lecce, in virtù dell’esperienza già maturata tra i grandi. Il secondo dovrebbe invece giocarsi le sue chance in Serie B con lo Spezia, piazza che negli ultimi anni ha valorizzato giovani italiani.
La speranza del Milan è quella di riaccogliere entrambi a Milanello tra un anno, pronti per stabilizzarsi in prima squadra e diventare piano piano realtà importanti per il club rossonero e la Nazionale italiana. E chissà che un giorno sentiremo parlare della storia di quei tre giovani ragazzi, cresciuti insieme e diventati grandi con (o senza) la maglia a bande rossonere.


