Cafu: “Milan, spero sia il tuo anno buono per tornare a vincere. In Europa manca l’esperienza di molti giocatori”

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex terzino destro rossonero Cafu ha parlato del Milan attuale, tra Serie A e Champions League. Ecco le sue parole.

“Mi fa molto piacere vedere il Milan finalmente competitivo. Lo seguo in campionato e in Champions e spero sia l’anno buono per tornare a vincere, almeno in Italia“.

Sulle difficoltà in Champions: “In Europa la mancanza di esperienza di molti giocatori incide sui risultati, anche se solo contro il Porto la prestazione non è stata buona. Con l’Atletico la decisione arbitrale nel finale ha inciso sul risultato, ma non bisogna pensare a queste cose né a cercare alibi. La Champions è una competizione diversa, ci sono le migliori squadre del mondo e il Milan solo ora sta uscendo da un periodo difficile. Ma i progressi in campionato dimostrano che da tempo è stata presa la strada giusta“.

Sullo scudetto: “Mi sembra che la mentalità della squadra sia quella migliore per crescere ma anche per vincere ed è merito di Pioli, che è stato molto bravo a trasmettere il gusto per il gioco. Il Milan attacca, corre veloce“.

Su Ibrahimovic: “A 40 anni fa ancora paura. E poi può essere decisivo in molti modi: con i gol, con l’esempio, con l’impegno in allenamento“.

Sui terzini che spingono: “È vero, nel gioco del Milan Davide Calabria e Theo Hernandez scendono tanto e non si limitano a stare sulla linea laterale. Spesso stringono verso il centro creando superiorità numerica e andando a concludere l’azione. È un’ottima idea tattica, esalta le loro caratteristiche“.

Sul ruolo del terzino oggi: “Oggi il terzino è uno dei ruoli più importanti perché può fare la differenza in entrambe le fasi. Però attenzione: non basta correre, serve tecnica perché se poi arrivi sul fondo e non sai dove mettere la palla diventa tutto inutile. Devi andare veloce, saltare l’avversario e servire il tuo compagno in area“.

Sui terzini destri più forti al mondo: “Credo Hakimi. Poi Carvajal, bravo anche in fase difensiva, e Alexander Arnold“.

Sulla fatica delle italiane nelle coppe: “Perché non ci sono più i campioni dei miei tempi. Il livello della A è più basso e questo ha effetti sul rendimento europeo dei grandi club“.

Sul Mondiale ogni due anni: “Per me no: il Mondiale è il torneo più bello e amato anche per il gusto dell’attesa“.

Cafu
Cafu – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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