“Ci risiamo. Brahim Diaz torna a sedersi in panchina. Ancora una volta. E chissà quando si rialzerà“. Esordisce così l’edizione odierna di Tuttosport nel focus dedicato al fantasista spagnoli: dopo aver strappato gli applausi di San Siro contro l’Udinese con una rete e un assist, a Bergamo lo spagnolo è tornato a disputare un match anonimo. Fin qui due gare da numero 10, due gare mai concluse fino al novantesimo, che sembrano già confermare il rendimento visto un anno fa. Un grande avvio di campionato con gol da tre punti all’esordio a Genova, contro la Sampdoria, poi l’assist a Cagliari, poi le reti anche contro Venezia e Spezia da subentrato. Poi le prime difficoltà, la fatica a trovare continuità nelle prestazioni per colpa anche della positività al coronavirus. In alcune circostanze Pioli gli ha preferito anche Frank Kessie nel ruolo da trequartista. Tra infortuni e scelte tecniche lo scorso campionato Diaz ha giocato 31 gare segnando complessivamente tre reti, realizzando tre assist.
La fiducia della società rossonera nei suoi confronti non è mai mancata. Maldini, Massara e lo stesso Pioli credono molto nelle qualità dello spagnolo che alla fine è rimasto a Milanello completando quindi il prestito biennale concordato con il Real Madrid. Il prossimo 30 giugno, poi, il Milan potrà esercitare il riscatto fissato a 22 milioni, e i Blancos, volendo, il controriscatto a 27. Ma per investire quella cifra il Milan vuole vedere il salto di qualità di Brahim Diaz.


