Sergio Conceicao è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Bologna, finale di Coppa Italia 2024/25. Ecco tutte le dichiarazioni del tecnico portoghese.
“Più il fascino o il peso? Penso che faccia parte della storia del Milan questo peso e questa pressione, è normale. Ogni giorno sentiamo la pressione di tutti, è normale in questi grandi club. Per questo dobbiamo concentrarci solo sulla partita di domani, cosa dobbiamo fare e che avversario diverso dobbiamo affrontare rispetto all’ultima partita“.
Sul momento del Milan: “Il miglior da quando ci sono io? A livello di risultati sì, sono positivi. Ma è normale perché la conoscenza che ho della squadra permette un’evoluzione a livello individuale e collettivo. È stato difficile lavorare i primi tre mesi, ma l’abbiamo già detto. Noi uomini viviamo di risultati e vogliamo portarne un altro positivo per permettere alla squadra di giocare in Europa il prossimo anno“.
Sul suo passato all’Olimpico: “Sicuramente questo stadio mi ha dato belle soddisfazioni da calciatore, ma questo tempo è passato. Domani dobbiamo essere al massimo davanti ad una squadra di cui conosciamo l’intensità e la capacità di disputare ogni duello come se fosse l’ultimo. In questo dobbiamo avere il loro stesso atteggiamento. Ogni partita ha la sua storia, dipende dai dettagli. Noi dobbiamo essere pronti ai diversi scenari, sapendo che affronteremo una squadra un po’ diversa rispetto a quella di qualche giorno fa. Abbiamo preparato bene la partita, speriamo di dare una buona risposta“.
Sui singoli giocatori e i ballottaggi di formazione: “Gimenez o Jovic? Io ti rispondo secco: non lo dico. Non l’ho detto nemmeno a loro. Parlo sempre con la squadra, non posso capire nemmeno loro perché hanno provato le stesse cose. Leao? Sta bene, adesso abbiamo allenamento alle 18. Abbiamo a disposizione sia lui che Sottil che è tornato. Anche loro hanno recuperato giocatori. Penso che più delle individualità, siano il collettivo e la squadra le cose più importanti. Fofana al 100%? Non sappiamo ancora onestamente, non c’è nessun bluff perché ha un problema al piede particolare. Ha fatto l’ultimo allenamento, è vero. Spero di averlo domani come a tutto il gruppo. Io penso che Dallinga non abbia avuto tante palle tra le linee, siamo stati bravi a non permetterlo, è successo forse una o due volte. Speriamo di averlo domani“.
Sulla stagione: “Il trofeo cambierebbe il senso della stagione del Milan? La stagione è fatta di episodi e momenti. Sarebbe un bel piacere se riuscissimo a vincere questa partita e regalare questo trofeo a questi tifosi in un’annata difficile. Sembriamo un po’ arrabbiati, ma siamo così: dentro abbiamo un piacere enorme di giocare la finale. C’è adrenalina, non paura. Il gruppo è tranquillo, ma senza tranquillità perché aspettiamo una partita importante. Minaccia o promessa per il futuro quando dico: ‘Dopo parlo io’? Né una né l’altra“.
Sul gruppo: “Dopo Udine qualcosa è cambiato viste le immagini di Florenzi al gol di Gimenez? I ragazzi credono in ciò che facciamo, poi è vero che i risultati positivi migliorano. Io so di avere un gruppo sano, non solo a parole, ma anche nei fatti. Le rimonte sono un segnale del gruppo e di chi è subentrato dalla panchina, è un segno di unione e rispetto per lo staff. Speriamo di mettere questo in campo dal 1′“.
Sul percorso in Coppa Italia: “Non abbiamo vinto solo la semifinale contro l’Inter, ma anche i quarti di finale contro la Roma abbiamo fatto una bella partita. Se parlo di questi mesi non siamo stati costanti come volevo io. Poi possiamo parlare di tante partite, i giocatori che sono mancati, ma sono scuse che i tifosi non vogliono ascoltare. Questo è un club storico in cui si è abituati ai risultati perché c’è questa storia, questa pressione, questo peso, perché si vuole vincere di più. Non dobbiamo pensare a tante cose, dobbiamo vincere la Coppa Italia contro una squadra che ha fatto un campionato molto positivo e un allenatore che è abituato a questo tipo di partite“.
Conceicao conclude: “L’esperienza venuta dalle vittorie in Portogallo? Non c’entra niente, quello è passato. L’importante è la partita di domani. Più tranquillo rispetto al solito perché la squadra sta mostrando in campo ciò che facciamo? Ho qualche partita da allenatore alle spalle, sono già 13 anni e ogni partita ha la sua pressione. C’è la voglia di vincere. È chiaro che le finali si giocano in una partita e c’è sempre questa adrenalina. Non è che sono più tranquillo o meno, non è che penso di mostrare a voi questo. Se ero dietro ad un computer, magari sarebbe stato più facile. Sembra che siamo arrabbiati o tesi, ma non c’è paura. C’è la voglia di competere, concentrazione che tutti quelli che vogliono vincere hanno“.


