Ieri sera il Milan è stato sconfitto dal Bologna nella finale di Coppa Italia: l’unico gol, di Ndoye, ha fatto esplodere di gioia lo spicchio dei tifosi bolognesi. Un vero peccato non essere riusciti a portare a casa un secondo trofeo: nonostante l’annata più che negativa, Conceicao sarebbe potuto entrare nella storia come colui che ha vinto due trofei in una sola stagione (l’ultimo a riuscirci sulla panchina del Milan fu Carlo Ancelotti nel 2007).
Oggi, giovedì 15 maggio, il giorno dopo la finale di Coppa Italia, il dado è tratto: secondo La Gazzetta dello Sport e TuttoSport il futuro del tecnico portoghese sembra essere lontano da Milano. Se un’ipotetica vittoria della Coppa avrebbe quantomeno smosso le coscienze dei dirigenti del club che avrebbero dovuto analizzare il percorso, a campionato già iniziato, dell’allenatore rossonero, ora, a fronte della sconfitta di ieri sera, sembra quasi certo che il Milan e Conceicao a fine stagione si separeranno.
Insomma, l’effetto Conceicao che avrebbe dovuto ridare grinta, passione, voglia di vincere, alla fine si è esaurito nella notte di Riad. Sì perché da gennaio il Milan è stato altalenante, ha perso punti con squadre piccole, ha perso praticamente tutti gli scontri diretti ed è riuscito, più volte, a recuperare partite, ormai apparentemente perse, solo per il rotto della cuffia. A sua difesa, però, è necessario far notare come, dall’inizio alla fine della sua avventura, è stato un uomo solo, come Fonseca, di cui tutti sappiamo le sorti.
Nelle nostre pagelle abbiamo assegnato un 4,5 al tecnico portoghese: “Probabilmente ai titoli di coda la sua avventura rossonera. Il Milan non ha giocato da Milan, e non è riuscito a riprendere un match complicato, sì, ma si doveva fare di più. In zona offensiva nessuna soluzione, tutto legato al singolo. La rete subita, arriva con Fabbian lasciato da solo alle spalle dei due centrocampisti, con nessuno che assorbe il suo inserimento. La confusione di chi sta in panchina viene trasmessa ai protagonisti in campo. La stagione del Milan era e resta fallimentare, e lo sarebbe stata anche con il trofeo. Ma ora l’umore è davvero basso, e chissà quale sarà il destino del Diavolo”.
Ecco, invece, i giudizi dei quotidiani odierni.
Gazzetta dello Sport, 5: “Come nel derby di ritorno di Coppa Italia difende a quattro. Va sotto e non rimonta: addio Coppa e probabilmente alla panchina del Milan”.
Tuttosport, 5: “Tardiva la sostituzione di Tomori (ammonito), inutile il passaggio al 4-2-3-1 visto che il Milan, una volta preso gol, anziché pensare a giocare diventa incomprensibilmente arruffone. Triste, solitario y final”.
Corriere dello Sport, 4,5: “Il suo Milan è volenteroso nel primo tempo e scollato nella
ripresa, ma le sostituzioni, anziché cambiare il corso degli eventi, finiscono per peggiorare le cose”.
Corriere della Sera, 4,5: “Niente «happy end»: il suo Milan mette in scena un filmaccio anche nella notte che poteva salvare almeno in parte una stagione horror. Finale amaro”
La Repubblica, 5: “Il Milan accetta una gara di attesa e ripartenze, ma mai riesce a imporre la sua idea di gioco. I cambi non spostano nulla, dall’altra parte c’era una squadra più affamata e più gruppo”.


