Ruben Amorim e Maurizio Sarri condividono la stessa ambizione sulle panchine di Milan e Atalanta: dominare la partita senza diventare prigionieri delle proprie idee. Come racconta la Gazzetta dello Sport, i due tecnici si presentano alla sfida con sistemi tattici in evoluzione e la necessità di trovare il vestito migliore per le rispettive squadre dopo due mesi di stagione. Una novità rispetto alle loro carriere da allenatori fino a questo momento.
Amorim cambia per valorizzare il Milan
Dopo il passaggio dalla difesa a tre a quella a quattro, il portoghese ha trovato nel 4-3-3 una nuova soluzione. Modric in regia, Musah a garantire equilibrio e Rabiot libero di inserirsi: il Milan cerca un’identità attraverso la mobilità e l’adattamento alle caratteristiche dei singoli. Non è un sistema fisso, perché a seconda del momento della partita e delle situazioni permette di passare di nuovo al 3-4-2-1 di inizio stagione, con Moreira arretrato e Rabiot alzato sulla trequarti.
Sarri esplora nuove strade
Anche Sarri ha accantonato il 4-3-3 iniziale per un 4-2-3-1 più dinamico, con De Ketelaere avvicinato alla porta, a supporto del centravanti, con due ali offensive ai suoi lati. Lui e Amorim sono allenatori diversi, ma hanno un principio comune ben chiaro: il sistema deve valorizzare i giocatori, non limitarli.


