Milan, parola d’ordine: approccio. Troppa leggerezza nelle ultime gare

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Per migliorare l’approccio ai secondi tempi Pioli ha pensato ad esercizi propedeutici prima dell’inizio dei secondi 45′. Come farà il tecnico rossonero a migliorare quello dei primi 45′? Ciò che ad inizio stagione era un punto forte della squadra, ora è diventato un punto debole. Nelle ultime 8 gare, dalla sfida contro la Roma in poi, abbiamo analizzato come in 4 casi i rossoneri abbiano affrontato in malomodo l’inizio del match.

Udinese, Napoli, Manchester United (ritorno) e Sampdoria. Il denominatore comune, manco a volerlo, è San Siro: in tutte le occasioni sullo sfondo c’era la Scala del calcio. Un caso, probabilmente, ma questo è. Cosa è mancato?

Milan: Stefano Pioli - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Stefano Pioli – Milanpress, robe dell’altro diavolo

Aggressività ed intensità, sin da subito

Aggressività ed intensità. Per qualche strano motivo in queste partite è mancata dal 1′. Contro gli inglesi è comprensibile il peso del match, ma nelle altre i giocatori rossoneri non si sono dimostrati all’altezza.

Nuove soluzioni contro squadre chiuse. Parlare del Manchester United come una squadra chiusa è improprio, ma le altre tre, quando difendono sono quel tipo di compagine. Udinese, Napoli e Sampdoria aspettano e lasciano giocare, cercando di chiudere qualsiasi spazio. Qualche soluzione da fuori in più? Zlatan Ibrahimovic, così come Hakan Calhanoglu ed altri componenti della rosa avrebbero talvolta l’opportunità di forzare questo tipo di giocata. In partite di questo tipo, per sbloccare il risultato immediatamente, potrebbe la strada giusta da percorrere.

Concentrazione e bava alla bocca. Il concetto di umiltà non va per forza reso nella concezione che la squadra sia attendista. Umiltà nel senso di riconoscere i propri limiti e ben sapendo che uno di questi e riuscire a ribaltare un risultato o sbloccarla contro questo tipo di formazioni, i rossoneri dovrebbero entrare in campo con ferocia. Non propriamente quello che si è visto in quelle uscite.

Gli esempi positivi

Gli esempi positivi sono sotto gli occhi di tutti. Roma, Verona, Manchester (andata), Fiorentina. Sono tutte gare nelle quali gli uomini di Stefano Pioli hanno da subito cercato di indirizzare la partita a proprio favore, con quella ferocia di cui si parlava in precedenza. In alcune lo si è fatto definitivamente o quasi (Roma e Verona), in altre si è dovuto recuperare (Manchester e Fiorentina).

Per farlo servono anche giocatori che stiano bene e forse questo può essere il punto a favore del tecnico rossonero da qui alla fine della stagione. Nelle gare con approccio positivo sopracitate, la situazione dell’infermeria penalizzava le scelte. Ora che il gruppo è quasi al completo, la possibilità di decidere quali giocatori mandare in campo in base anche alla loro condizione fisica e mentale. La filosofia delle finali viene spesso ripetuta, ma mai come in questo caso è valevole. Mancano davvero 9 finali che possono dare un tipo di senso alla stagione, piuttosto che un altro. La qualificazione alla prossima Champions League passa per le mani del Milan e dei suoi giocatori. La speranza è di rivederli così a fine stagione, insieme festanti.

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