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Il Milan esce sconfitto da Anfield ma con tante certezze: da Calabria a Saelemaekers passando per Rebic e Leao

Poteva andare meglio, ma anche molto peggio. Una sintesi perfetta per il ritorno del Milan in Champions League. La squadra di Pioli esce da Anfield con una sconfitta, ma lo fa a testa alta. Una partita giocata con il cuore contro una squadra nettamente superiore, persa soltanto 3-2 e con il merito di aver tenuto la gara in bilico fino al 95’. Due gol e mezzo, con uno annullato per fuorigioco in casa di una delle squadre più forti al mondo.

È questo lo score del Milan alla prima partita di Champions dopo sette anni. Un percorso di crescita che passa anche da queste partite, da questi step che sono necessari per acquisire sempre più esperienza e consapevolezza. È così che Pioli ha voluto vedere il bicchiere dopo il 3-2 del Liverpool. Un livello che si alza e che servirà a tutti per crescere, per diventare più forti.

Una nuova vita. Un altro pianeta. È stata questa la prima di Champions per molti. La maggior parte dei giocatori rossoneri era alla prima apparizione nella massima competizione europea ma non ha di certo sfigurato. Da Saelemaekers che ci mette il cuore e onora la maglia dall’inizio alla fine – con annesso indice verso lo stemma del Milan e le 7 Champions – a Calabria che fa il suo esordio assoluto con la fascia di capitano a coronamento di un sogno che aveva fin da bambino. Passando per Leao e Rebic che fanno il possibile in fase difensiva e che capitalizzano le uniche due ghiotte occasioni avute dal Milan.

Già, proprio loro, spesso criticati per la discontinuità ed i blackout nel bel mezzo di una partita, per la seconda volta risultano decisivi in appuntamenti importanti. L’ultimo passaggio, quello che spesso è mancato al Milan più per distrazione che per altro, questa volta è stato decisivo in entrambi i gol. Prima ci ha pensato Rafa, che libera Ante a tu per tu con Alisson per l’1-1 e poi è il croato a capire la situazione ed avere la lucidità di rendersi altruista mettendo in mezzo il pallone per l’1-2.

Il tutto in pochi istanti. Attimi in cui il Milan dimostra di esserci anche ad Anfield. Di giocarsela davanti a un pubblico che più caloroso non si può e ad avversari che da anni sono stabilmente tra le squadre più forti d’Europa. Basti pensare ad un dato da non trascurare: due anni fa, a maggio 2019, il Milan rincorreva senza successo una qualificazione in Champions League. Il Liverpool invece quella Champions League la alzava al cielo.

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