Ambrosini: “Rabiot è insostituibile per il Milan, la sua assenza si è fatta sentire. Pulisic-Leao? Nel derby sì, ma…”

Massimo Ambrosini ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport nella quale ha parlato della situazione attuale del Milan verso il derby. Dal match contro l’Inter all’importanza di Rabiot, passando anche per Nkunku: ecco le sue dichiarazioni.

Ambrosini sul derby: “Può indirizzare, ma non sarà decisivo. Pulisic-Leao…”

“Sarà un derby importante, che può anche indirizzare, ma non decisivo. E, al di là della prossima gara, il Milan ha già dato segnali di poter competere. Il derby è partita imprevedibile sempre e comunque. Guardiamo cosa è successo lo scorso anno, quando il Milan si è sempre presentato da sfavorito e non ha poi mai perso, vincendo tre sfide su cinque. L’Inter, però, resta la squadra più forte del campionato, sarà un bel test“.

Sul duo Pulisic-Leao nel derby: “Credo che sia una partita ideale per i due, sebbene un punto di domanda sulla compatibilità come coppia ci sia, soprattutto nell’affrontare difese chiuse a riccio. Non dovrebbe essere il caso di Inter-Milan, comunque. Dubbi su di loro? Senza un vero centravanti, è un’incognita in gare più chiuse. Chi è il ‘nove’ dei due? Secondo me Leao non è una prima punta e non so quanto possa trovarsi a suo agio in certe partite. Lo è forse meno pure di Nkunku, che infatti in coppia con Leao ha giocato lì“.

Su Rabiot, Nkunku e il Milan ondivago…

Sul peso dell’assenza di Rabiot nell’ultimo mese: “Premessa: per me Ricci da mezzala ha fatto bene. Però Rabiot è Rabiot e per certi versi è insostituibile in questo Milan. La sua assenza si è fatta sentire per forza. Lo spessore internazionale, l’esperienza, la capacità di leggere i momenti della partita. E ovviamente la gamba: Rabiot è in grado di coprire il campo come pochi centrocampisti in Italia. Sarebbe stato utile contro Pisa e Parma nella gestione? Sicuramente, anche se poi, analizzando i gol subiti, nascono più da errori o disattenzioni individuali. Rabiot è il classico giocatore che ti aiuta a stare sul pezzo, a non essere superficiale“.

Su Nkunku: “Se devo essere sincero, non posso che rispondere sì: mi aspettavo di più da lui, soprattutto perché sono un grande estimatore. Ha le sue attenuanti: ha giocato comunque poco e da centravanti che non è propriamente il suo ruolo, è arrivato non al top della forma. Però, dopo il gol con la Francia nell’ultima sosta per le nazionali e con gli infortuni in attacco al Milan, mi aspettavo un’accelerata. Invece, mi sembra ancora un po’ spaesato“.

Sul Milan grande con le big e piccolo con le piccole: “Il Milan è stato un po’ ondivago, specie nei secondi tempi contro squadre di bassa classifica. Perché? Difficile da dire. L’altra faccia della medaglia è che, invece, tra Roma, Napoli, Juventus, Bologna e Atalanta ha fatto 11 punti senza mai perdere. La forza della squadra rossonera – soprattutto nelle grandi partite – mi pare sia quella di creare molto con poco. Prendiamo la gara con la Roma: il Milan ha sofferto per lunghi tratti, ma nella mezzora in cui è stato superiore ha avuto una moltitudine di palle gol, mentre dietro ha mantenuto alta l’attenzione. In un campionato in cui – per ora non si sono viste squadre perfette, può essere una caratteristica importante”.

Massimo Ambrosini (Photo Credit: Francesco Scaccianoce / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Massimo Ambrosini (Photo Credit: Francesco Scaccianoce / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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