Milan, un’altra rivoluzione in vista: Tare verso l’addio e i soliti dubbi sulla gestione Cardinale

La troppa fretta di agire ai piani alti di Casa Milan non sembra essere direttamente proporzionata alla fretta di vincere, anzi. Le parole di Gerry Cardinale, rilasciate questa mattina a la Gazzetta dello Sport, per qualcuno possono essere sembrate una boccata d’aria fresca, ma difficilmente gran parte della tifoseria rossonera cadrà nuovamente in determinati discorsi, almeno nell’immediato.

 

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Il numero uno di RedBird e principale azionista del club ha ribadito di essere al Milan esclusivamente per vincere, spiegando di vivere per la vittoria. I suoi quattro anni di gestione, però, raccontano un solo trofeo conquistato – peraltro minore – e una lunga serie di rivoluzioni tecniche e dirigenziali che, finora, non hanno portato quella continuità che un club come il Milan richiederebbe.

Tare verso l’addio: pagherà lui per tutti?

Se c’è una figura che oggi sembra avere più probabilità di lasciare il mondo rossonero rispetto a tutte le altre, quella è Igli Tare. Secondo diverse fonti accreditate, il dirigente albanese sarebbe finito sotto accusa soprattutto per le operazioni che hanno portato Ardon Jashari e Christopher Nkunku al Milan, due investimenti che hanno pesato per circa 80 milioni di euro complessivi, una cifra tutt’altro che banale considerando il momento economico del calcio italiano.

È inevitabile che, davanti a cifre di questo tipo e a rendimenti così deludenti, qualcuno debba rispondere. Allo stesso tempo, però, ridurre il lavoro di Tare esclusivamente a questi due acquisti rischia di essere una lettura piuttosto superficiale.

È stato proprio lui, infatti, a portare Luka Modric a Milano, arrivando personalmente in Croazia per convincere l’ex Pallone d’Oro ad accettare il progetto rossonero. Un’operazione che, guardando il rendimento del croato durante la stagione, si è rivelata probabilmente la più importante dell’intera estate: senza di lui, oggi il Milan rischierebbe seriamente di non essere neanche in corsa per un posto nella prossima Champions League.

Milanello: Gerry Cardinale, Luka Modric, Igli Tare (Photo Credit: AC Milan)
Milanello: Gerry Cardinale, Luka Modric, Igli Tare (Photo Credit: AC Milan)

Errori, responsabilità e un copione che si ripete

Gli errori, sotto la gestione Cardinale, sembrano costare molto caro. Il problema, però, è che questa regola non sembra valere per tutti allo stesso modo. Altrimenti Stefano Pioli sarebbe andato via immediatamente dopo la stagione 2022-23, insieme a Paolo Maldini e Frederic Massara. Allo stesso modo anche Giorgio Furlani sarebbe finito al centro di riflessioni molto più profonde dopo la gestione della scorsa stagione, così come Zlatan Ibrahimovic.

Eppure, puntualmente, a pagare sembrano essere sempre altri. Tare rischia di diventare l’ennesima vittima sacrificale di un sistema che continua a cambiare uomini senza mai affrontare realmente il problema principale: l’assenza di stabilità. Il Milan avrebbe bisogno di tempo, continuità e figure lasciate lavorare con maggiore serenità, soprattutto quando si parla di professionisti che hanno curriculum importanti e vivono di calcio da una vita.

L’ex dirigente della Lazio rientra perfettamente in questa categoria e privarsene con troppa leggerezza potrebbe rivelarsi l’ennesima scelta affrettata. Anche perché, se l’obiettivo dichiarato della stagione è sempre stato il quarto posto e quella qualificazione alla prossima Champions dovesse realmente arrivare, diventerebbe lecito chiedersi perché ricominciare ancora una volta da zero.

Il Milan si avvicina così all’ennesima rivoluzione tecnica e, forse, anche tattica: se anche Allegri dovesse saltare, si parlerebbe della quarta nel giro di appena due anni, da Stefano Pioli a Paulo Fonseca, da Fonseca a Sergio Conceicao, fino all’attuale gestione. Un continuo ripartire che, fin qui, non ha prodotto alcuna vera stabilità. E a Casa Milan, ancora una volta, l’aria continua ad essere sempre più pesante.

Milan: Igli Tare - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Igli Tare – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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