Ciò che accade tra Allegri e Leao è totalmente a discrezione del tecnico livornese. La società rossonera è chiara sotto questo punto di vista: c’è appoggio totale nei confronti dell’allenatore per quel che riguarda la gestione del portoghese. A raccontarlo è l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport.
Allegri e Leao: le coccole in pubblico, le strigliate in privato
Non è più tempo di Giampaolo, Pioli, Fonseca o Conceicao. Rafael Leao si deve adattare a quanto gli viene richiesto da Massimiliano Allegri, sia in termini tattici che comportamentali. Se prima gli veniva concesso il peccato di gioventù, ora l’età lo mette dinanzi alle sue responsabilità, perché a 26 anni, spiegò il tecnico nella sua presentazione, “va verso l’età della maturazione“.
Finora il rapporto con Leao è stato delineato in questo modo: coccole in pubblico, davanti ai microfoni, e strigliate eventualmente in privato, in spogliatoio. Ciò che è accaduto a Torino non è certo un’eccezione.
Il confronto a Torino e l’appoggio societario
Come racconta la Rosea, Max lo ha rimproverato davanti ad alcuni compagni di squadra una volta finita la gara. Due le possibili chiavi di lettura: un normale confronto o una situazione di svolta. Le strade sono due per il portoghese: fa quello che vuole l’allenatore o perderà i suoi privilegi con il posto da titolare garantito. Qualunque sia la decisione, la società appoggia in pieno la strategia allegriana. La sosta col Portogallo sarà di consiglio?



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