La Gazzetta dello Sport analizza una fase discendente di Ruben Loftus-Cheek diventata troppo evidente per essere ignorata. Solo un anno fa l’inglese ha fornito una prestazione da tuttofare contro il PSG, mentre al giorno d’oggi lo stesso fa fatica in Serie A per voglia e forza mancanti.
La scorsa stagione è diventato un titolare inamovibile per il coinvolgimento nel gioco di Pioli. Mezzala o trequartista faceva girare il pallone e, soprattutto, concludeva l’azione: 10 reti realizzate tra campionato e coppa, mentre con Fonseca sembra un recupera palloni lontano dal pensare allo specchio della porta.
Manca fiducia? La Rosea sottolinea come per vederlo spaccare il mondo, Rubs ha bisogno di stabilità fisica e mentale. Quello che Sarri prima e Pioli poi hanno potuto offrire dandogli la maglia da centrocampista avanzato, capace di provare delle incursioni solitarie con le lunghe leve concesse da Madre Natura. All’inizio del 2024 è stato capace di segnare con tutti tra gennaio e marzo, oggi naviga a vuoto con una posizione non ben definita. E, soprattutto, spreca delle occasioni in ripartenza non leggendo il passaggio altrui e non servendo precisamente il compagno.
Tolto dalla formazione tipo dalla vigilia del derby, il numero 8 non ha più guadagnato la partenza dal primo minuto in campo. E ci si chiede se, dopo solo un anno e sei mesi, sia finito il suo ciclo a Milano. Eppure, se solo riuscisse a ritrovare quella cattiveria agonistica, Loftus-Cheek diventerebbe fondamentale nelle rotazioni del tecnico portoghese.


