Per capire le meteoriti che gravitano attorno alla navicella spaziale di Rafa Leao è necessario tornare ad agosto. In Coppa Italia contro il Bari è stato costretto a uno stop di natura muscolare: quasi 40 giorni fuori per rientrare a campionato già iniziato.
Effettivamente i problemi non si possono reggere su una singola mano, perché il principio di pubalgia non lo fa – e probabilmente non lo farà – rendere al 100% almeno fino alla termine di questa stagione.
C’era un’idea con Pulisic-Leao…
Il progetto iniziale sulle lavagnette di Casa Milan, fin dall’arrivo di Allegri per la firma sul contratto, era quello di far rendere Pulisic e Leao come un vero e proprio tandem offensivo. Questo avrebbe significato lavorare un po’ di più per raccogliere dei frutti a lungo termine per il AC Milan ma soprattutto per la carriera di entrambi.
Altro movimento di mani a coprire il volto è riferito alla presenza in campo contemporaneamente dei due. Quando c’era Leao, l’ex Dortmund era ai box per recuperare la forma o viceversa. D’altronde, togliere lo scatto al 10 è come negare una gustosa merenda a un bambino dopo aver giocato in cortile per tutto il pomeriggio.
A volte saltava tutta la settimana
Secondo quanto appreso, da quando ha problemi di pubalgia difficilmente si è allenato per tutta la settimana con continuità. Risultato? Proibitivo chiedere all’unisono il ritorno di Leao Meravigliao che ha fatto impazzire San Siro con picchi vicini alla velocità di un motorino in città. Il portoghese si è ritrovato più volte a giocare direttamente la partita senza aver avuto continuità in settimana sui campi di Milanello.
Cameo con Nkunku cambiato durante la stagione
Il portoghese era un giocatore di strappo e sta cambiando per necessità. Se dopo la doppietta da 3 punti contro la Fiorentina sembrava potesse far vedere un assaggio del calciatore futuro, le settimane trascorse ai box e l’adattamento a un ruolo mai fatto prima ne hanno limitato le aspettative su larga scala.
Dopo poco tempo, il cameo Leao-Nkunku visto nella parte iniziale è diventato più un ruolo da protagonista per entrambi considerando gli intoppi di Pulisic che erano stati messi in conto dal primo giorno in cui era arrivato a Milano. Il pensiero generale è stato rimandato solo di due anni nonostante le qualità indiscutibili in possesso dell’11 americano.



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