Da quando Leao si è accentrato fa meno paura alle difese avversarie. Dietro questa affermazione bisogna scendere più a fondo della questione: risulta prevedibile per la posizione in campo, fatica a scattare come tempo fa e convive con un problema che lo limita nei movimenti.
La situazione del numero 10 rossonero è difficilissima da analizzare. Sono 10 gol in 24 partite tra campionato e Coppa Italia, – scorso anno ne aveva fatti 12 in 51 apparizioni totali – ma anche 9 assist che mancano nei numeri di un giocatore che ha sempre avuto la dote dell’ultimo passaggio.
Paradosso allenamenti per il Leao formato 2025-2026
Se ci sono state annate in cui Leao risultava da buona parte della platea come fumoso e poco affidabile, altre hanno provato a cambiare l’opinione su di lui che resta sempre spaccata a metà. Parlare senza conoscere pro e contro di cosa l’ha spinto a cambiare versione risulterebbe azzardato.
Gli allenamenti sono, non per volere dell’ex Lilla, la nota dolente di quest’anno. Da quando ha accennato problematiche di pubalgia, spesso si è ritrovato a giocare titolare pur non essendo stato con il resto del gruppo durante la settimana. Contro la Lazio forse il giocatore da far uscire era Pulisic dopo le due imbucate mancate a distanza di poco tempo.
Meno dribbling e rebus modulo
In Italia il rischio piace se porta a qualcosa. Effettuare il dribbling comporta un margine d’errore mediamente alto, proprio quello che Rafa faceva costantemente nei 90 minuti. Adesso si prende meno responsabilità con la palla tra i piedi, fa sponda per i propri compagni ma si vede che non è nel proprio habitat naturale.
Altra incognita è quella del modulo. Una parte di tifoseria invoca il 4-3-3, impostazione che esalterebbe le qualità del numero 10 se fisicamente a posto. Allegri ha già spiegato che si tratta di una soluzione utilizzabile a gara in corso per le caratteristiche degli esterni del Milan, più propensi alla fase offensiva: perderebbero lucidità qualora venissero schierati qualche metro più indietro.
Due flash stagionali
Esterno o attaccante cambia poco: Leao per molti non va mai bene, eppure qualche bel flash c’è stato. Scatto bruciante su Ndicka per l’1-0 di Pavlovic, doppietta contro la Fiorentina e 3 punti pesantissimi regalati alla propria squadra. È il ruolo che non lo valorizza o ci sono altri problemi? La fisicità del Torino per avere una risposta che convinca.



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