Paulo Fonseca, a suo modo, ha avuto coraggio, facendo qualcosa che il suo predecessore sulla panchina del Milan non avevano mai fatto: far accomodare in panchina per tre volte consecutive in campionato Rafael Leao, il giocatore potenzialmente più forte della squadra. E questa misura alquanto drastica sembra aver sortito gli effetti sperati, visto che il portoghese ha fatto una grande partita al Bernabeu contro il Real Madrid ed ha segnato una doppietta quattro giorni dopo in campo a Cagliari.
Il Diavolo ha mandato in nazionale un giocatore ritrovato, che anche nelle dichiarazioni di ieri in conferenza stampa ha voluto “rialzare la testa”, liquidando le voci di presunti screzi con il suo tecnico e connazionale, ma dichiarando con chiarezza e fermezza che “Non mi piace stare in panchina“. L’ex Lilla sembra un giocatore diverso da quello svagato di inizio stagione, più focalizzato e determinato ad incidere. E Fonseca, negli ultimi 180 minuti, lo ha utilizzato in forme differenti: larghissimo a Madrid – per attaccare Luca Vazquez, punto debole della difesa dei Blancos – molto più accentrato a Cagliari, per dar manforte a Camarda ed inserirsi tra i lenti difensori rossoblù.
A Leao non gli si chieda di difendere!
E’ chiaro che Rafa, che a venticinque anni non è più una “scommessa”, ha ancora tanto da dimostrare, soprattutto in quanto a continuità, ma, a parere di chi scrive, una cosa dovrebbe essere ormai lapalissiana: non gli si chieda più di sfiancarsi a coprire e dar manforte alla fase difensiva. Ci si metta l’anima in pace: Leao non ha mai fatto queste cose, non ne ha attitudine e soprattutto si sminuiscono le sue sterminate potenzialità. Rafa è un giocatore capace, da solo, di tenere impegnati due/tre difensori avversari, e lo si è visto chiaramente a Madrid.
Vazquez non ci ha capito nulla fino al 70°, quando poi Leao è stato tolto per inserire Okafor, che si è applicato tanto, e bene, in copertura, ma che non ha nemmeno lontanamente l’imprevedibilità del numero dieci. Per il suo status, per quello che è e che rappresenta per questo Milan, Leao va lasciato libero di dare sfogo alla sua creatività, di puntare gli avversari, fare assist e gol. E’ su questi parametri che va giudicato, non su quanto torni a coprire: per fare quello ci sono altri giocatori e, volendo, altri sistemi di gioco…


