Juraj Kucka è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport a poche ore da Slovan Bratislava-Milan. Queste le dichiarazioni dell’ex rossonero.
Ritrovare il Milan: “Una grande soddisfazione. Il Milan è la squadra per la quale tifavo da bambino. Mi sono innamorato quando vinceva tutto e aveva grandi campioni e da allora mi è rimasta nel cuore. Come idoli avevo un po’ tutti, ma in particolar modo ammiravo Gullit e Van Basten. Fantastici“.
L’origine della trattativa con il Diavolo: “Pensavo che sarei andato in Turchia e la trattativa era già a buon punto, ma fui avvertito che c’era l’interessamento anche del Milan. Pensai a uno scherzo o a un modo per alzare il prezzo del mio cartellino da parte del Genoa e invece, una manciata di minuti dopo, ecco la chiamata di Galliani. Non avevo neppure il suo numero ma risposi… Quello è stato l’inizio del sogno“.
Un ricordo in particolare: “Il primo giorno a Milanello, i primi passi in un centro sportivo dove si respira la storia e dove si sono allenati grandi campioni che hanno vinto tutto quello che c’era da vincere. Per un tifoso del Milan come me era un vero sogno essere lì. Ho indossato la 27 perché la 33 era di Alex che però è andato via e ho preso la 33 che indosso anche ora“.
Su Mihajlovic: “Sono arrivato quando c’era lui. Ricordo un grande uomo e un tecnico che sapeva motivarti sempre. E poi… che piede sinistro! Mai visto uno che calciava così in allenamento. Noi avevamo le scarpe con i tacchetti, lui quelle da calcetto, ma quando tirava le punizioni per allenare Gigio, non sbagliava quasi mai“.
Se segna non esulta: “No, assolutamente no. Ho troppo rispetto per il Milan“.
Aspettative su stasera: “Durissima, come o forse di più di tutte le altre che abbiamo finora disputato. Contro il Manchester City qui in casa abbiamo perso 4-0, ma è stata una soddisfazione per noi sfidare la squadra che ha vinto la Champions due stagioni fa. Abbiamo dato il massimo, ma non è bastato. Adesso ci proveremo contro il Milan“.
Il suo giudizio sul momento rossonero: “Da fuori è difficile dare giudizi. Dopo aver vinto a Madrid non mi aspettavano che pareggiassero 3-3 a Cagliari, ma il campionato italiano è difficile e non c’è niente di scontato, soprattutto se vai a giocare in un campo complicato come quello di Cagliari dopo aver fatto un’impresa al Bernabeu: la testa e le gambe possono non rispondere al 100%“.
Su Ibrahimovic: “L’ho sfidato da avversario ed è stato un grande giocatore oltre che un grande uomo. Adesso non so come lavora, ma può dare tanto ai ragazzi perché è un vincente e sa cosa è necessario fare per alzare trofei“.
La sua carriera nei club: “Ho ancora voglia di giocare, ma il contratto scade a fine stagione. Vediamo se mi offrono un altro anno: sinceramente non ho ancora pensato a cosa fare. Sono pronto per qualsiasi soluzione. Adesso che ho risolto il problema al menisco con l’operazione, ho solo voglia di giocare e di dare il mio contributo alla squadra. Sul resto, mi concentrerò tra qualche mese“.
Difficile sorprendere il Milan: “Il Milan è di un’altra categoria, ma noi qua in Slovacchia siamo al top e siamo cresciuti molto negli ultimi due anni. Non siamo ancora a livello della Champions, ma giochiamo con il cuore e, anche se abbiamo perso le prime quattro partite, non vogliamo chiudere con zero punti. Lotteremo anche contro il Milan“.


