Kessie: “Voglio essere ‘Presidente’ per tutta la vita calcistica. Rinnovo? I tifosi stiano tranquilli, non ci saranno problemi”

Il centrocampista rossonero Franck Kessie ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna della Gazzetta dello Sport.

Queste le sue dichiarazioni integrali: “Sono orgoglioso di aver scelto il Milan e non è mia intenzione andare via. Anzi, voglio restare per sempre. Mi piace tanto quando gli ultrà mi dedicano i cori. Ecco, io voglio essere presidente per tutta la vita calcistica. Voglio il Milan, solo il Milan”.

Sul rinnovo del contratto: “I tifosi devono stare tranquilli. Io mantengo sempre la parola. Dovrebbero conoscermi. Adesso sono a Tokyo per ottenere qualcosa di importante per la Costa d’Avorio, ma, appena finita l’Olimpiade, torno a Milano e sistemo tutto. Non ci saranno problemi. Sono in continuo contatto con Paolo Maldini e Frederic Massara, che conoscono il mio pensiero”.

Sul fatto che possa essere stanco dopo le Olimpiadi: “Perché dovrei esserlo? Questo è il mio lavoro. Devo correre, fare muro e ripartire. Sono super motivato. Non vedo l’ora di riabbracciare i miei compagni e mister Pioli. Ci aspetta una stagione ricca di impegni”.

Sulla Champions League: “Abbiamo voluto qualificarci a tutti i costi. Siamo in Champions League meritatamente. Ora dobbiamo essere all’altezza del nome che ha il Milan in Europa. Non deluderemo”.

Sull’addio di Gianluigi Donnarumma e di Hakan Calhanoglu: “Ovviamente, dispiace. Abbiamo condiviso una parte importante della nostra vita. Inoltre, Gigio, in questo momento, è il portiere più forte del mondo. Io, però, non posso entrare nelle decisioni di altre persone, comando solo per me. Mi dispiace molto, ma sono arrivati nuovi giocatori da Milan”.

Su Donnarumma: “L’ho sentito dopo gli Europei, la sua gioia è stata anche la mia. Vedere trionfare la Nazionale di Roberto Mancini è stato bello. Un po’ me l’aspettavo, la prima partita contro la Turchia ha fatto capire il valore della squadra. L’Italia è stata grande. Ho chiamato Gigio, ma anche Leonardo Bonucci e Bryan Cristante”.

Sul fatto che Giroud servisse già durante la scorsa stagione: “Lascio al nostro allenatore questi discorsi. Nell’ultimo campionato tutti hanno dato il massimo, altrimenti il secondo posto non sarebbe arrivato. Poi, nessuno lo nega, in attacco abbiamo patito l’infortunio di Zlatan Ibrahimovic. Uno come lui, quando è in campo, dà sicurezza. Giroud non ha bisogno dei miei complimenti, sono contento che ora giochi per il Milan”.

Sulla permanenza di Pioli: “Un vantaggio? Solo il campo dirà se è così. A volte riesci anche a vincere subito con un nuovo allenatore, in altre occasioni fai fatica. Al Milan non abbiamo questo problema, giochiamo a memoria, il modulo è collaudato. Speriamo sia un’arma in più, perché dobbiamo puntare al massimo in ogni competizione”.

Sulle Olimpiadi: “Voglio lasciare il segno con la maglia della Costa d’Avorio. I Giochi sono qualcosa di unico. Ora abbiamo una sfida tosta contro la Germania. Dobbiamo restare concentrati. Il gol all’Arabia Saudita? Credo sia stato più pesante che bello. Mi ha fatto piacere ricevere i complimenti via chat dai compagni del Milan. Ecco perché fremo pensando al rientro in Italia”.

Su chi sia, tra lui e Ibrahimovic, il rigorista: “La prima scelta tocca a lui. È un attaccante, ha bisogno di far gol come io ho bisogno di correre. Quindi, se lui vuole batterli, va bene così. Se invece non se la sente, allora io non mi tiro indietro”.

Milan: Franck Kessie - Milanpress, robe dell'altro diavolo
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