Femminile, Kamczyk: «Devo ambientarmi qui al Milan, ma voglio dare il meglio per questa squadra»

Ewelina Kamczyk, arrivata da poche settimane in rossonero, si è concessa ai microfoni di Milan TV per un’intervista di presentazione.

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«La mia prima settimana qui al Milan è stata un po’ difficile, perché è tutto nuovo. Nuove compagne, nuovo staff, nuova casa ovviamente. Penso che la mia seconda settimana qui sia andata meglio, io mi sento meglio, è tutto ok. Sono molto felice di aver giocato da titolare la mia prima partita, voglio fare di tutto per dare il meglio di me, quindi corro molto, lavoro per la squadra, ovviamente, è difficile quando il campo è così. Ma sono felice di aver giocato in casa la prima partita, e poi ci sono qui i miei amici, così possono guardarmi. Quindi sono felice di aver giocato la mia prima partita qui».

«Sono un’attaccante, più un numero 10, gioco come un 10 ma posso giocare anche da 9. Per me è simile. Mi piace giocare sui passaggi brevi, giocare di squadra, penso di essere una giocatrice intelligente, quindi cerco di connettermi con le compagne. Penso di avere un buon tiro, devo solo usarlo di più in partita, ma quest’ultima gara è stata difficile: non ho mostrato tutto il mio potenziale, spero di poterlo fare nella prossima partita».

«Non ho potuto prendere l’8, perché era già occupato, quindi ho scelto l’80: comunque l’8 c’è, con uno 0 ma l’8 c’è, poi Ronaldinho ha giocato con questo numero, quindi mi piace. Ci sarà un altro numero 80 al Milan, va bene così».

«Ogni tatuaggio per me è molto importante, alcuni sono per me, altri per i miei amici, alcuni sono per la mia famiglia, ogni tatuaggio per me è davvero importante, non ne ho uno preferito. Gli ultimi Europei sono stati i primi per la mia nazionale quindi ci siamo dette: ‘Se ci qualifichiamo facciamo tutte insieme un tatuaggio’ e abbiamo scelto questo perché c’è l’anno, non so il perché della stella, ma è molto bello. L’hanno fatto alcune giocatrici e alcuni membri dello staff, è molto carino. Ho anche la mia esultanza, quella che faccio in partita, anche se non sempre. Il suo significato però me lo tengo per me, è solo nella mia testa».

«Voglio lavorare con la squadra, e dare il 100%, anche il 120% per il gruppo. Voglio giocare il mio miglior calcio, ma voglio anche godermi questo momento, mostrerò il mio meglio in campo».

 
 
 
 
 
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