Joao Felix, equivoco tecnico, tattico e di mercato. Era veramente così necessario?

Uno dei calciatori che più hanno deluso, nella sfida di martedì sera contro il Feyenord, è stato sicuramente Joao Felix. Il portoghese è stato al centro delle discussioni, soprattutto nel post partita, in merito all’opportunità di tenerlo in campo per l’intero match, con la scelta, criticata dalla maggioranza di addetti ai lavori e opinionisti, di sostituire Gimenez e non il portoghese dopo l’espulsione di Theo Hernandez. I processi al Milan, giustamente, si sono aperti in maniera totale e non risparmiano nessuno, soprattutto dopo il ricco e importante mercato invernale che sembrava aver sistemato le cose. Ma, al netto dell’arrivo di due calciatori fondamentali, come Kyle Walker e Santiago Gimenez, che alla rosa rossonera servivano come il pane e che vanno a migliorare i due ruoli principalmente scoperti fino a poco meno di un mese fa, è stato davvero fatto tutto il possibile per migliorare l’equilibrio e la completezza della squadra a disposizione di Mister Conceicao. E, ancora, era davvero necessario l’acquisto, in prestito secco, ma oneroso di cinque milioni, di un talento indiscusso, ma spesso discontinuo e non impattante, come Joao Felix? Chi vi scrive ha rivissuto vibes da grande Milan e da calciatori di altri tempi nel secondo tempo del match contro la Roma e, da eterno sognatore, è subito andato in là con le speranze e i pensieri, a tempi ormai andati, dopo lo scavetto di Joao Felix in Coppa Italia. Poi, però, c’è la logica e qualche interrogativo che non può non essere almeno posto alla vostra attenzione e al vostro insindacabile giudizio.

Joao Felix, vera opportunità di mercato o altro?

Milan: Zlatan Ibrahimovic, Geoffrey Moncada (Photo Credit: IPA Agency)
Milan: Zlatan Ibrahimovic, Geoffrey Moncada (Photo Credit: IPA Agency)

Joao Felix è stato un calciatore voluto fortemente da Sergio Conceicao e, quindi, questo dovrebbe già far terminare qui la discussione e propendere per il sì alla domanda summenzionata. Il Milan per arrivare al portoghese, che ad un certo punto voleva soltanto il club rossonero, si è affidato a Jorge Mendes, procuratore sia dell’attuale tecnico milanista, sua del fuoriclasse lusitano. Da dietro le quinte il più famoso e potente procuratore al Mondo ha gestito la trattativa e ha probabilmente avuto anche le sue rassicurazioni sul rilancio, o almeno sul tentativo di farlo da parte del Milan, del suo assistito. Questo, però, pone già il primo problema ed equivoco. Almeno per questi sei mesi, al netto di quello che succederà poi in estate, con il Milan che ha già annunciato di voler provare a trattenere l’ex Benfica e Chelsea, quindi, Joao Felix avrà bisogno di spazio e giocherà il più possibile. Dopo la prima panchina, con gol da subentrato, contro la Roma, il portoghese è partito sempre titolare nelle altre quattro gare, uscendo soltanto a pochi minuti dal termine in due di queste. Dal suo arrivo, quindi, Joao Felix è già il calciatore, tra quelli del reparto avanzato, ad aver giocato di più. Più di Leao, più di Pulisic, più di Santiago Gimenez e, ovviamente, più anche di tutti gli altri. Partito titolare, con Leao e Pulisic a rifiatare quando serviva, mai uscito dal campo, con altri calciatori ad uscire prima di lui, nonostante sue prestazioni non sempre convincenti. Soprattutto martedì sera contro il Feyenord sembrava il meno incisivo ed era stato il meno convincente, ma Conceicao ha comunque preferito farlo giocare da prima punta, relegando in panchina Gimenez e privandosi di tutto il peso offensivo. L’opportunità di mercato Joao Felix, quindi, è davvero un’opportunità o sta già diventando una sorta di obbligo mascherato?

Joao Felix, gli equivoci tattici e i sacrifici per renderlo centrale

Milan: Sergio Conceição (Photo Credit: IPA Agency)
Milan: Sergio Conceição (Photo Credit: IPA Agency)

Gli altri equivoci, sempre secondo chi vi scrive, sono assai meno complessi e più intuitivi. Uno di natura tattica. Per far giocare e dare spazio a Joao Felix, schierando i fantastici quattro davanti, Sergio Conceicao è costretto ad arretrare il raggio d’azione di Tijjani Reijnders. L’olandese, quando è stato schierato da trequartista, nel 4231 rossonero, da Fonseca prima e Conceicao poi, è stato quasi sempre decisivo. Gol, assist, giocate da fenomeno e la garanzia di un apporto costante alla squadra in zona realizzativa. Reijnders è stato, insieme a Pulisic, senza ombra di dubbio il giocatore migliore del Milan in questa stagione, almeno fin qui. Spostandolo indietro di qualche metro, però, evidentemente Tijji perde la sua efficacia in zona gol, deve lavorare e correre molto di più ed è sacrificato, chiaramente, allontanato dall’area di rigore avversario. Il cruccio Joao Felix, inoltre, ha allontanato l’arrivo, o almeno lo sforzo della dirigenza in tale direzione, di un altro centrocampista che, probabilmente, sarebbe stato molto più utile al Milan e al suo equilibrio. Bondo è arrivato soltanto dopo la cessione di Bennacer, ma un altro uomo in quel reparto serviva a prescindere. L’arrivo di Joao Felix, infine, costringe Conceicao a inserire il portoghese nella lista Champions, esaurendo i tre possibili cambi in lista con lui, Gimenez e Walker. Questo toglie la possibilità dell’inserimento di Bondo o Jimenez, calciatori molto più utili, almeno a livello tattico e di equilibrio. Ecco, questi alcuni equivoci che, almeno per il momento, secondo chi vi scrive, ha portato l’arrivo di Joao Felix al Milan, con il portoghese che ora dovrà dimostrare di non essere quello che Atletico Madrid, Barcellona e Chelsea hanno ritenuto superfluo e cedibile, bensì quel talento impressionante che, ad appena venti anni, fece spendere al club allenato da Diego Pablo Simeone la cifra record di 120 milioni di euro, all’incirca, per il suo acquisto.

Lino Dimitri
Lino Dimitri
Giornalista 35enne, Carmelo Dimitri è iscritto all'ordine dei Pubblicisti dal 2012. Dal 2010 collabora, a vario titolo, e scrive per diverse testate online, nazionali e non. Si occupa di Milan dal Settembre del 2011 e segue il calcio da quando era piccolissimo. Le sue più grandi passioni sono il calcio, il Milan e la scrittura. Attualmente è editorialista di punta nella redazione di MilanPress.it.

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