Poche le buone sensazioni che il Milan ha riportato a casa dalla trasferta di Roma contro la Lazio, e certamente una di queste, la più solida è la prestazione di Jashari, alla sua prima di titolare con la maglia rossonera.
Chiaro che ritmo e condizione atletica siano aspetti migliorabili, ma personalità, carattere e voglia di determinare, sono particolari che non si possono insegnare. Non era un campo facile, non era una partita facile e soprattutto il suo non è un ruolo dalla semplice interpretazione.
Ardon è stato un riferimento, con e senza palla. Ha fatto legna quando serviva, gestito il possesso in altre circostanze ed ha anche cercato giocate difficili. Tutto ciò che è richiesto ad un calciatore della sua caratura.
Stasera con ogni probabilità siederà in panchina e non sarà nei primi 11. Al momento Allegri lo vede preferibilmente come regista nel centrocampo a tre e ad oggi Modric non si discute. Ma un giocatore con la sua tecnica e la sua attitudine può sempre trovare spazio.
Uno dei limiti di questo Milan è sicuramente la rosa corta. Con Jashari si possono allungare meglio le rotazioni quantomeno sulla mediana. Con lo svizzero si può migliorare la gestione di Modric, ma si possono anche pensare a soluzioni diverse anche sulle mezze ali, specialmente nelle gare nelle quali gli avversari si chiudono.
Sappiamo che il filotto di sfide in campionato nel prossimo mese presenta tante avversarie della parte destra della classifica. È arrivato il momento di scoprire tutto il potenziale di Jashari?


