Italia, Gattuso: «A Bastoni vanno fatti solo complimenti. Devo dare serenità al gruppo, ho scelto io di giocare a Bergamo»

Primo giorno di ritiro a Coverciano in vista del playoff per la qualificazione ai prossimi Mondiali. Gennaro Gattuso, CT della Nazionale Italiana, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le sue parole.

Italia, la conferenza stampa di Gattuso

«Sto pensando solo a giocare la partita. Non voglio alibi, dobbiamo concentrarci su giovedì. Alla 30a giornata è normale avere infortuni, tutte le squadre li hanno. Con lo staff abbiamo lavorato bene durante questo periodo, testa alla partita senza pensare a cosa si sarebbe potuto fare di più o meglio in questi mesi.

Bastoni? Gli vanno fatti solo i complimenti per la professionalità. Da ieri mattina è a Coverciano e sta lavorando per essere a disposizione per la partita di giovedì. Alle cene non mi sono presentato con pennarelli e lavagnette, la mia volontà è quella di creare un gruppo e ci sto riuscendo, tutti mi stanno dimostrando grande attaccamento. Per me questa era la soluzione migliore, a costo di rinunciare a giocatori che stanno facendo bene e si sarebbero meritati il posto come Zaniolo, Bernardeschi e Fagioli.

Inter-Juventus: l'espulsione di Pierre Kalulu per mano dell'arbitro La Penna e l'esultanza di Alessandro Bastoni (Photo Credit: Alessio Morgese / DPPI / Shutterstock / IPA via IPA Agency)
Inter-Juventus: l’espulsione di Pierre Kalulu per mano dell’arbitro La Penna e l’esultanza di Alessandro Bastoni (Photo Credit: Alessio Morgese / DPPI / Shutterstock / IPA via IPA Agency)

Al gruppo bisogna dare leggerezza. Faccio l’esempio della partita con la Norvegia a San Siro: abbiamo fatto un bel primo tempo ma alla prima difficoltà ci siamo sciolti. Bisogna evitare che questo accada e in questi mesi ho lavorato su questo tasto. Gli episodi in partita possono capitare, bisogna saper andare oltre e dimenticare il passato.

Ostruzioni da parte dei club? Questa cosa l’abbiamo sfangata. Vedo tantissimo attaccamento da parte dei giocatori, non sono frasi fatte e lo penso veramente. Il loro primo pensiero era quello di essere a disposizione per la Nazionale.

Prima di tutto viene la partita di giovedì ma non possiamo rischiare di mettere giocatori che non stanno bene e poi siamo costretti a sostituirli dopo 5 minuti, significherebbe essere kamikaze. Abbiamo un ottimo staff che saprà gestire tutti gli uomini. Tonali oggi farà un lavoro a basso carico e spero di averlo a disposizione già domani. Mancini ha solo un affaticamento, Calafiori ieri ha sentito un dolorino ma non dovrebbe essere nulla di che. Chiesa si è presentato ma aveva qualche problema e sia io che lui abbiamo deciso che era inutile che restasse.

Dobbiamo saper annusare il pericolo. I nostri avversari non avranno tantissima qualità, ma corrono molto, hanno un grande cuore e vanno facilmente in verticale. Sui calci piazzati fanno paura, la prima parola è attenzione. Ho deciso di puntare su un gruppo che finora mi ha dato buone risposte e con cui si è costruito un buon clima in questi mesi. Se poi andremo al Mondiale le porte restano aperte e si possono fare altre valutazioni. Io tengo conto di tutti, a prescindere dall’età o altro. Tutti possono dare il loro contributo, soprattutto nel calcio di oggi. Non sono importanti solo i titolari, ma anche chi subentra. I cinque cambi sono determinanti e possono incider molto in una partita.

Su Dimarco fino a 10 giorni fa sentivo grandi paragoni e tuttora continua ad avere ottimi numeri. Con Barella parlo tutti i giorni, sa che da lui ci si aspetta tanto perchè ha dimostrato di essere un grande giocatore e perciò se ha un calo di rendimento viene bastonato. Da lui voglio ritmo, intensità, qualità che ha sempre dimostrato di avere.

Voglio serenità da parte di tutti. Non posso pensare di stordirli fino a giovedì con messaggi continui e 10 sedute video al giorno. Bisogna approcciarsi alla partita sapendo quello che bisogna fare. Inoltre i miei giocatori non sono degli scappati di casa. C’è gente che ha vinto trofei, scudetti, è arrivata in finale di Champions e ha vinto un Europeo.

Giocare a Bergamo? La scelta è stata mia e ringrazio sia Gravina che Buffon per avermi assecondato. Abbiamo giocato lì al mio esordio in panchina e ci hanno applaudito all’intervallo anche se non stavamo facendo bene, l’ho apprezzato. Uno stadio da 25mila posti può diventare un catino, magari in altri ambienti come San Siro rischi di avere divisioni tra tifosi del Milan e dell’Inter e di sentire qualche rumore a causa di qualche passaggio sbagliato.

In questi mesi mi sono allenato anche io. Se predico serenità, devo essere coerente. Devo averla anche io e devo essere in grado di trasmetterla. Normale poi che ci sia pressione, solamente se sei senza sangue potresti non sentirla. Ne approfitto anche per ringraziare lo staff perché in questo lasso di tempo abbiamo visto e assistito a 380 partite, in Italia e non solo.

Le teste dei giocatori non sono tutte uguali. Quando capisco che qualcuno è titubante non posso forzare la mano. I rapporti umani per quanto mi riguarda vengono prima di tutto. Se un giocatore mi dice che non sta bene ed è convinto di ciò, è inutile insistere. Se poi sul campo ci lascia un ginocchio o rimedia uno strappo, come potrebbe poi guardarmi in faccia?».

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