Un toccasana. Giorni tempestosi nell’ambiente Milan, con la trasferta in Arabia Saudita per la fallimentare spedizione in Supercoppa Italiana che coincide anche con interviste non proprio felici sul presente rossonero.
E poi arriva Adrien Rabiot. La discussione con Sky Sport a tema natalizio non serve a scaldare i cuori solo per la festività in arriva, ma a mettere un punto su quello che è il Diavolo moderno. Un allenatore cambiato, un modo di pensare diverso: questo Milan non si attacca, e anche un ultimo arrivato come il francese ha acquisito la mentalità giusta per restarci.
Quando si lascia un Club come quello meneghino difficilmente si accetta il prosieguo della propria carriera, ma sparare a zero in un momento altalenante per la squadra (più positivo che negativo) è una mossa davvero di basso livello. Ma non è una novità: quando il Milan si trova in alto in classifica, stranamente, dichiarazioni da fuori arrivano a distruggere l’integrità dello spogliatoio e degli uffici in via Aldo Rossi.
Poi c’è la squadra, quella che vive tutti i giorni Milanello e che sta lottando per riportare i rossoneri dove meritano. È bene per loro staccare il cervello dal mondo esterno e tappare le orecchie. Le malelingue arrivano quando si dà fastidio.
P.S.: sulla questione Mike Maignan non si può dire che sia finito tutto. Le parole di Rabiot, suo compagno attuale ma amico di lunga vita, fanno riflettere: “Se hai in squadra uno dei migliori lo vuoi con te, poi in tutto quello che c’è intorno io non entro ma come giocatore del Milan spero che rimanga. Ha la fiducia e la stima di tutti, abbiamo bisogno di lui, abbiamo visto cosa può fare, può decidere le partite“. Parole al miele.
Tanti auguri di Buon Natale dalla redazione di MilanPress.it!


