Come si difende una squadra contro l’avversaria. l’Inter, che segna più di tutti su calcio piazzato in Serie A? La risposta del Milan sta nell’organizzazione tattica costruita da Massimiliano Allegri e dal suo staff fin dall’inizio della stagione a Milanello. L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha analizzato un altro aspetto del derby di domenica: la sfida sui calci piazzati.
I numeri raccontano un lavoro difensivo molto solido: con venti gol subiti in campionato, il Milan ha appena una rete in più rispetto alla Roma, che possiede la miglior difesa del torneo. Un dato significativo se si considera che nella formazione titolare rossonera ci sono giocatori non particolarmente strutturati fisicamente come Modrić, Saelemaekers e Pulisic. Nonostante questo, il Milan riesce a reggere bene l’impatto sui palloni inattivi: tra calci d’angolo e punizioni indirette, i rossoneri hanno segnato otto reti e ne hanno subite soltanto cinque. Un equilibrio che nasce soprattutto dal lavoro settimanale svolto in allenamento.
Gli schemi offensivi: non sempre cross diretto
In fase offensiva la squadra sfrutta la qualità dei battitori, in particolare Modrić e Bartesaghi, ma non sempre il corner viene calciato direttamente verso l’area. Spesso il Milan preferisce uno schema con uno scambio corto prima del cross. È successo, ad esempio, nella trasferta di Cremona: Modric ha appoggiato per Estupiñán, che gli ha restituito il pallone prima del traversone decisivo per il gol di Pavlović.
Situazioni simili si erano già viste anche contro la Roma e nelle gare casalinghe contro Pisa e Hellas Verona. Sono schemi preparati a Milanello per sincronizzare il momento del cross con l’inserimento dei giocatori più pericolosi nel gioco aereo, come Pavlovic, Koni De Winter e Adrien Rabiot, oppure con chi è più rapido negli inserimenti come Christian Pulisic.
La difesa a zona per limitare i rischi
Difendere sui calci piazzati è più complicato, soprattutto per una squadra che non abbonda di centimetri. Sugli angoli il Milan utilizza una difesa a zona integrale con marcatura sull’uomo all’interno della propria zona di competenza. In pratica ogni giocatore presidia una porzione dell’area e marca l’avversario che si muove in quello spazio. Grande attenzione è dedicata alla zona del primo palo, dove spesso Leão si sacrifica per evitare deviazioni ravvicinate.
Non tutti i rossoneri restano però dentro l’area: Pulisic e Saelemaekers rimangono spesso fuori per obbligare gli avversari a tenerli sotto controllo e per rendere possibile una ripartenza immediata. Sulle punizioni laterali, invece, il Milan difende con due linee da quattro uomini, una sorta di “castello” organizzato e ripetuto in allenamento. Una struttura pensata per contrastare battitori precisi e saltatori forti, cercando di ridurre al minimo i pericoli nell’area rossonera.


