Il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di The Athletic in vista della finale di Champions League di questa sera che vedrà protagoniste PSG e Inter. L’ex amministratore delegato ha parlato anche dei miglioramenti da apportare alla Serie A: ecco i suoi pensieri.
“È importante che ci uniamo per ridurre leggermente il calendario calcistico. Giocare 60 partite all’anno è difficile. A mio avviso, il primo passo in Serie A dovrebbe essere la riduzione del numero di squadre da 20 a 18, come ha fatto la Bundesliga (e la Ligue 1) e come sembra stiano valutando altri Paesi. Ridurre la Serie A a 18 squadre e allineare meglio i calendari internazionali con la FIFA e le federazioni sarebbe un grande passo avanti“.
Sul gap con la Premier League: “In 20 anni, la Premier League ha triplicato i suoi ricavi rispetto a noi. Si è aperto un abisso che si è allargato per due motivi. L’anno prossimo San Siro compie 100 anni. È una delle meraviglie del mondo del calcio e figura nella lista dei desideri di ogni tifoso. Ma ora è un edificio antico e, anche se non lo fosse, la riqualificazione della struttura esistente costerebbe quanto – se non di più – della costruzione di un nuovo stadio. Inoltre, un San Siro ristrutturato renderebbe meno soldi di una nuova arena costruita appositamente per l’epoca in cui viviamo. Quello che manca all’Italia sono soprattutto stadi moderni, in grado di generare ricavi più elevati durante le partite. È un aspetto che potrebbe raddoppiare le nostre entrate. In questa stagione abbiamo incassato 80 milioni di euro e con un nuovo stadio pensiamo di poterli raddoppiare. Rispetto al resto d’Europa, questo è il nostro più grande handicap. Siamo ultimi in termini di investimenti negli stadi e nelle infrastrutture. Un altro fattore importante è cercare di ottimizzare la vendita dei diritti televisivi. Non tanto dai diritti nazionali, quanto da quelli esteri. Rispetto alla Premier League, il rapporto è di 1 a 10“.


